IL PROFUMATO GIARDINO DEGLI UFFIZI

Molti di voi avranno già sicuramente visitato le Gallerie degli Uffizi, alcuni magari anche più di una volta, tuttavia per la grande quantità di materiale presente, ogni volta, nei nostri percorsi mancherà qualcosa. Parliamo di quei particolari su cui sarebbe giusto soffermarsi degnamente e con l’attenzione che meritano.

Abbiamo intitolato questo nuovo percorso “IL PROFUMATO GIARDINO DEGLI UFFIZI” perché in questa occasione, anche per chi, ripetiamo avesse già visitato il museo, proponiamo un’incantevole passeggiata tra le più belle fioriture dei nostri prati e colline una vera esplosione primaverile e di rinascita, che ammireremo nei dipinti di grandi maestri.

Arricchiremo il percorso con essenze da far assaggiare ai presenti che ci richiameranno ai fiori di cui parleremo.

Il percorso sarà condotto in modo da introdurvi sia al tema del giardino e dei profumi e delle opere da un punto di vista storico ma anche botanico.

Vi aspettiamo per passeggiare in uno dei giardini più belli del mondo La Galleria degli Uffizi

Data da definire

Per prenotazioni e ulteriori informazioni scrivere o chiamare:

366 4475991 – 329 3075760
visiteguidate@associazionemarginalia.org 

iniziative@associazionemarginalia.org

Un po’ di storia

Nell’arte medioevale i simboli e i miti della tradizione pagana sono ripresi e trasformati in immagini sacre. I monasteri divengono i depositari della cultura antica, l’amanuense e il miniatore danno vita a manufatti preziosi, e per esprimere concetti, simboli religiosi, utilizzano immagini del mondo vegetale. Autentici capolavori sono i Libri d’Ore. I monaci, inoltre, trascrivono e illustrano, gli erbari del passato e più recenti, contenenti notizie sulle proprietà curative delle piante. “I fiori nel Medievo comunicavano messaggi che tutti potevano intendere perché legati ad un sapere popolare diffuso”.
La scena della Primavera, la prima allegoria-mitologica di Botticelli e la più complessa, si svolge in un giardino ricco di fiori, delimitato da un aranceto e da una siepe di mirto. Il dipinto contiene circa 500 specie vegetali, delle quali 190 fiorite e 70 ciuffi di graminacee o ciperacee. Le specie botaniche, ognuna portatrice di un significato simbolico, sono dipinte un’attenzione che rivaleggia con le opere dei fiamminghi, peraltro conosciute dal pittore.

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