L’Associazione Culturale Marginalia, ha dato vita ad una serie di serate d’ascolto sui temi dell’arte.

con:

Marco Villani, Elena Diacciati, Davide Casarosa, Donatella Ferraris

Vania Fanciullacci

Sarete intrattenuti in una video serata a cui potrete partecipare in diretta e attivamente collegandovi alla nostra piattaforma, di cui i soci interessati potranno ricevere le credenziali.

Alle serate potrà partecipare solo chi si iscrive ( le serate sono a numero chiuso). Ci potremo vedere in diretta e dialogare. La prima parte è destinata alla serata d’ascolto, dove sareteintrattenuti sui vari argomenti, mentre alla fine della serata riaprendo i microfoni e le telecamere, per chi vuole potrà fare domande o commenti in diretta. Oppure per chi non vuole utilizzare la telecamera potrà utilizzare la chat.

I nuovi giorni previsti e gli orari previsti sono i seguenti:

Venerdi 15 maggio e Lunedi 18 maggio – Venerdi 22 maggio – Lunedi 25 maggio e Giovedi 28 maggio

VENERDI 15 maggio Davide Casarosa e Vania Fanciullacci presentano

I Grandi manifesti di fine ottocento e inizi novecento

La poesia pubblicitaria non è una filastrocca di parole buttate giù obbligatoriamente per cantare la qualità di un prodotto industriale o commerciale… esaltare un prodotto industriale o commerciale con lo stesso stato d’animo con cui si esaltano gli occhi di una donna, vuol dire raggiungere un lirismo di alta potenzialità. Poesia pubblicitaria intesa coma antesorella dell’industria, del commercio, della scienza, della politica, di tutte le manifestazioni di oggi e di domani.
Giovanni Gerbino, “Dinamo futurista”, marzo 1933

Vi aspetto in tanti a questa serata, Davide

LUNEDI 18 maggio Elena Diacciati presenta

I colori nell’arte

Il 12 aprile 1961 Jurij Gagarin, il primo uomo ad essere andato nello spazio, rimise piede sulla Terra e rivelò al mondo qualcosa di inatteso: il nostro pianeta, visto da lassù, è blu. Fino a quel momento non lo sapeva nessuno. Il blu, come tutti gli altri colori, ha una storia ricchissima e sorprendente da raccontare. I colori sono mutevoli, lunatici e persino difficili da studiare. Hanno una storia movimentata che ha lasciato numerosissime tracce anche nel vocabolario che usiamo tutti i giorni: si può diventare bianchi come un lenzuolo o essere al verde, vedere rosso o avere una fifa blu, ma di blu si può avere persino il sangue!

Faremo un viaggio all’insegna dei colori tra l’arte e la moda, la scienza e la tecnica, la religione e la politica. Scopriremo perché il blu, oggi tanto amato, non lo fosse affatto nell’antichità classica. Vedremo perché il rosso è un colore ambiguo, così come il verde. Sul giallo il giudizio è stato a lungo negativo, tanto che di colore giallo è di solito la veste di Giuda. E il nero? E il bianco? Lo scopriremo assieme se avrete voglia di seguirmi in questa avventura a colori!

cari soci di Marginalia vi aspetto numerosi, Elena

VENERDI 22 MAGGIO Marco Villani presenta

Viaggio nel Barocco

Non sappiamo con precisione cosa significhi questa parola: barocco, ma il termine richiama subito alla mente un’idea di estetica solenne e spettacolare. Il Barocco è la grande arte del Seicento, italiano ed europeo, la metafora di una  modernità ad un nuovo inizio, che si apre su spazi che suggeriscono l’infinito.
Il secolo precedente aveva visto il trionfo dell’armonia rinascimentale, dei grandi interpreti delle storie sacre e del ritratto profano (da Raffaello a Tiziano). Poi tutto si era complicato nelle difficoltà del manierismo, richiedendo l’intervento severo della disciplina cattolica, quasi a castigare le arti.
Queste le premesse. Arrivano quindi i giorni della verità esplorata dal genio del Caravaggio, che apre una nuova strada, fino a che dagli anni 20 e 30 del Seicento, a Roma, non nasce una nuova visione artistica che supera ogni rigore accademico e scolastico. Grazie alle menti eccelse di Gian Lorenzo Bernini, Pietro da Cortona, Rubens, Francesco Borromini, viene forzata ogni geometria razionale con esiti spettacolari. Il confronto è con il teatro (il dramma della vita portato sulla scena) ed il senso continuo del movimento. L’arte barocca dà l’idea di qualcosa che non si ferma dentro limiti misurabili, il senso di sconfinamento è costante, il gioco dell’illusione viene spinto sempre un passo più avanti, nello scambio costante tra finzione e realtà. 
Apollo e Dafnela Cattedra di San Pietro, l‘Estasi di Santa Teresa, e quindi le di fontane e le piazze immense, sono i capolavori sublimi del Bernini che segnano un intero secolo.Accanto a queste, le invenzioni folgoranti delle architetture del Borromini, il soffitto affrescato per i Barberini da Pietro da Cortona, la materia della vita che diventa morbida e densa pittura di fuoco in Rubens: sono i vertici grandiosi di un movimento estetico affascinante che intendiamo di riscoprire insieme.
A molto presto, 
Marco Villani

LUNEDI 25 MAGGIO ELENA DIACCIATI presenta

Gli Etruschi: un popolo misterioso?

Sarà capitato a tutti voi sentire parlare degli Etruschi come di un popolo misterioso. Senza dubbio è proprio questo uno dei motivi per cui questa antica civiltà ci affascina così tanto. Ma perché gli Etruschi sono considerati un popolo misterioso? Ed è davvero così? In questa nostra conversazione parleremo della storia di questo popolo, delle sue origini, della sua lingua e degli altri caratteri che resero la civiltà etrusca singolare già agli occhi degli antichi greci e romani. Anzi fu proprio la diversità del popolo etrusco che spesso portò gli antichi a darne un giudizio tutt’altro che lusinghiero. Scopriremo invece una civiltà molto più all’avanguardia di tante altre.

Vi aspetto numerosi come sempre

Elena 

MARTEDI 26 MAGGIO DONATELLA FERRARIS presenta

Torino da città romana a capitale barocca

Il modello architettonico, urbanistico e territoriale che nel periodo barocco caratterizza Torino quale capitale europea, si fonda sui nuovi modelli spaziali dell`Assolutismo, che diedero in Europa le città-capitali come inedite strutture di comunicazione e di segni, con marcata presenza di valori simbolici. In questo senso sono importanti per il Piemonte sabaudo non soltanto le realizzazioni, ma anche il lucido “progetto di comunicazione” costituito dall`impresa editoriale del Theatrum Sabaudiae (1682).

Il periodo artistico che però caratterizza maggiormente il Piemonte è il Barocco (fine ‘500 fino a tutto il ‘700), il momento di massimo splendore artistico, che contribuì, grazie alla sua diffusione in tutta la regione, anche ad una sua maggiore unità culturale. Esso coincide con l’ascesa del regno Sabaudo, iniziata col duca Emanuele Filiberto e di centrale importanza per la storia d’Italia. Dovunque si rinnovano e si costruiscono palazzi e chiese.
Il periodo barocco è un’epoca ricca di sconvolgimenti. Subentrano i cambiamenti derivanti dalla colonizzazione delle Americhe, si susseguono guerre e lotte dinastiche, la scienza fa passi da gigante con teorie ed invenzioni che mettono in dubbio i dogmi e le certezze su cui si era basata fino ad allora la visione del mondo e dell’uomo (si pensi solo alla teorie e alle invenzioni di Galileo Galilei). È il tempo della Riforma luterana e della Controriforma, delle grandi monarchie assolutiste e di una società fortemente gerarchizzata. L’arte barocca riflette e rielabora gli sconvolgimenti storici con l’abbondanza di arabeschi, linee quasi mai rette, gli stucchi, i decori ed i marmi finalizzati all’effetto scenografico e sfarzoso. In ciò si ritrova la ricerca artistica della conciliazione di quegli opposti (fede/scienza, razionalità/passioni) che dilaniano e allo stesso tempo plasmano l’epoca.

Il modello architettonico, urbanistico e territoriale che nel periodo barocco caratterizza Torino quale capitale europea, si fonda sui nuovi modelli spaziali dell’Assolutismo, che diedero in Europa le città-capitali come inedite strutture di comunicazione e di segni, con marcata presenza di valori simbolici. In questo senso sono importanti per il Piemonte sabaudo non soltanto le realizzazioni, ma anche il lucido “progetto di comunicazione” costituito dall’ impresa editoriale del Theatrum Sabaudiae (1682).

Il periodo Barocco appare dunque caratterizzato, anche in Piemonte, da una forte integrazione tra politica, architettura, urbanistica, arte e retorica di corte, e trova nelle chiese di protezione ducale e regia, nelle congregazioni religiose, nelle residenze auliche della corte, dal Palazzo Reale alla corona di delizie extraurbana, negli esiti urbanistici delle vie e delle piazze porticate progettate a specchio del Potere sovrano, nei palazzi nobiliari e nelle vigne collinari, il filo conduttore che contraddistingue una società colta ed evoluta, capace di coniugare architettura e arte.

Amici di Marginalia Vi aspetto in tanti per il piacere di raccontarvi la mia città in attesa di incontrarvi con Marginalia il prima possibile.

Donatella

GIOVEDI 28 MAGGIO Marco Villani presenta

Preziose reliquie

Potremmo mai pensare che alle origini della nostra civiltà, fondata sullo scambio, la fede, il viaggio, ci possano essere quelle minuscole testimonianze materiali, così preziose di un valore simbolico e spirituale, che chiamiamo reliquie?Dobbiamo pensarlo e crederlo. Quando mille anni fa l’Europa rinacque con nuovi scambi e risorsero le città e i loro traffici, vennero fondate immense cattedrali per dare un centro di gravità alla fede ed all’identità di quei popoli.La fantasia artistica e la devozione popolare si incontrarono, trovando una loro ragione imprescindibile nel culto di preziose reliquie.La più bella cattedrale gotica di Francia, a Chartres, ha la missione di custodire il velo della Vergine Annunziata, Notre Dame de Paris e la Sainte Chapelle esistono per la venerazione della corona di spine del Cristo, e i re Magi continuano a viaggiare con i loro resti materiali da Gerusalemme a Milano a Colonia. E infine ed ancora, qui vicino a noi, la meraviglia di imprese memorabili dell’arte come la cattedrale di Pistoia e la cattedrale di Prato radicano la propria storia nella presenza delle reliquie (venute da lontano) di San Jacopo apostolo e della leggendaria cintola della Vergine…

Vi aspettiamo presto per una serata d’ascolto che evochi qualcosa come un viaggio nel tempo e nello spazio, 
Marco Villani


Per ulteriori informazioni scrivere a Vania:

che gestirà le serate vi darà tutte le informazioni a riguardo.

info@associazionemarginalia.org oppure a visiteguidate@associazionemarginalia.org

3664475991

Grazie a chi vorrà sostenerci e partecipare

DATE DISPONIBILI per la visita guidata

VENERDI 29 MAGGIO

SABATO 30 MAGGIO

Ingresso ore 16,00

Nel rispetto delle regole di sicurezze imposte dal DM faremo un percorso in esterni con un numero minimo di persone che dovranno obbligatoriamente mantenere le misure di distanza di un metro l’una dall’altra, indossare la mascherina ed igenizzarsi le mani all’ingresso. 

UN BREVE ARTICOLO SUL ROSETO BARNI:

Passione dedizione e tanto lavoro è questo che ci vuole per la coltivazione delle bellissime rose molte delle quali dedicate a grandi personalità del mondo della moda, dell’arte e dell’attualità.

Sono sicuramente fiori fragili, ma preziosi, piccoli miracoli di perfetta bellezza. L’intera collezione Barni è costituita da circa 300 diversi tipi di rose, che vengono moltiplicate e commercializzate in tutto il mondo.
Un primo importante fattore del successo del Roseto Barni è sicuramente il terreno: la famiglia Barni coltiva le proprie piante nel Grossetano, e la zona non è casuale, questa infatti è un’area poco piovosa, abbastanza secca, con terra buona e tanta aria ma al riparo dai venti freddi che ben si adatta alla crescita e allo sviluppo delle rose.

Con Marginalia, vorremo, appena sarà possibile accompagnarvi in questo luogo di benessere condividendo con voi un pomeriggio d’ascolto e del bel vedere sul tema della rosa, dall’A alla Z la storia di uno dei fiori più amati del mondo.

ISCRIZIONI e informazioni SCRIVENDO A:

visiteguidate@associazionemarginalia.org

iniziative@associazionemarginalia.org

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Il Giardino dell’Iris di Firenze

L’Associazione Culturale Marginalia, organizza una visita guidata

DATE DISPONIBILI

MERCOLEDI 20 MAGGIO ore 17,30 

SABATO 23 maggio ore 17,30

DOMENICA 24 maggio ore 17,30

Nel rispetto delle regole di sicurezze imposte dal DM faremo un percorso in esterni con un numero minimo di persone che dovranno obbligatoriamente mantenere le misure di distanza di un metro l’una dall’altra, indossare la mascherina ed igenizzarsi le mani all’ingresso. 

PARLEREMO del giardino e dei suoi bellissimi IRIS, le varietà , gli ibritatori, il concorso e di tante curiosità tutte da scoprire.

VI ASPETTIAMO per ricominciare insieme alla bellezza e la natura i nostri percorsi.

Attendendoci rigorosamente alle misure di sicurezza, un metro dagli altri , igenizzarsi le mani prima di entrare, indossare la mascherina, potremo  fare il percorso.  POSTI LIMITATI

ISCRIZIONI APERTE scrivendo a 

visiteguidate@associazionemarginalia.org

oppure chiamare 366 4475991

 

po’ di storia
Tutti lo conoscono come il giglio, molti lo chiamano semplicemente “giaggiolo”, ma in realtà il fiore-simbolo di Firenze è uno splendido iris. Un nome che deriva da Iride, messaggera degli dei olimpici e personificazione dell’arcobaleno. Oggi indica circa 200 specie di piante della famiglia delle Iridacee. Nello specifico, il cosiddetto giglio fiorentino è un’iris germanica (var. florentina). Erroneamente confusa con il classico giglio forse per via della loro appartenenza al medesimo gruppo botanico.  forse perché sullo stemma della famiglia Medici era raffigurato un giglio. Questo simbolo in realtà lo introdusse Piero il Gottoso, padre di Lorenzo il Magnifico. In seguito al privilegio concessogli dal re Luigi XI nel 1465 di inserire il giglio di Francia sul proprio stemma di famiglia.

Ma nella città gigliata, che ha fatto dell’iris il suo inconfondibile e amatissimo simbolo araldico. non poteva certo mancare un luogo eletto e deputato alla sua coltivazione. Si tratta dello splendido Giardino dell’iris. Fu creato nel 1954 sotto al piazzale Michelangelo per ospitare un concorso internazionale dedicato alle migliori varietà di questo bellissimo fiore. Una fortunatissima iniziativa che prosegue ancora oggi. E mentre il primo classificato riceverà il prestigioso Fiorino d’oro, un premio speciale verrà assegnato alla varietà di colore rosso che più si avvicina a quello dell’Iris raffigurata sul gonfalone della città. 

Nel giardino comprende oltre tremila varietà di iris, vale la pena farci questa bella passeggiata per conoscere le infinite sfumature dell’arcobaleno.

prenotazioni obbligatorie

alle nostre mail:

visiteguidate@associazionemarginalia.org

iniziative@associazionemarginalia.org

  

Trekking urbano tra le dolcezze antiche di Firenze

L’associazione culturale Marginalia propone questo divertente trekking urbano Per Grandi e Piccini.

Nuova data da stabilire

Ritrovo ore 16 in Piazza S. Maria Novella davanti all’ingresso principale della chiesa

Consigliate scarpe comodo

durata del percorso massimo 2 ore

visteremo alcuni dei luoghi più antichi e affascinanti, produttori di cioccolate, cioccolatini e confetti, ne racconteremo la storia e assaggeremo i loro prodotti.

 

PRENOTAZIONI OBBLIGATORIE e ulteriori informazioni

visiteguidate@associazionemarginalia.org   

iniziative@associazionemarginalia.org

tel 366 4475991 – 329 3075760


L’eleganza e la qualità sono dati costanti delle botteghe di Firenze. In particolare i caffè, le pasticcerie e le chiccherie storiche costituiscono una delle pagine più originali della recente storia fiorentina. le riviste letterarie, i movimenti artistici, i grandi poeti italiani del Novecento trovarono sui tavolini dei caffè momenti di ispirazione, di condivisione, di polemica intellettuale lasciando un segno profondo nella città.

Nel Seicento il cacao arriva in Toscana per merito del commerciante di Firenze Francesco d’Antonio Carletti. concedendo ai mercanti Lucchesi, i patrizi Maionchi, la diffusione dei così detti “semi delle Americhe”. Fu Caterina, figlia di Filippo II di Spagna, che sposò nel 1585 Carlo Emanuele I, duca di Savoia a diffondere il Cioccolato con l’arrivo a Firenze alla corte di Cosimo III de Medici.

Nel 1606 il cioccolato veniva prodotto in Italia nelle città di Firenze Venezia e Torino. Le tracce dell’antico legame fra Firenze e la cioccolata si ritrovano in alcuni fondi librari della Biblioteca Nazionale di Firenze (Magliabechiano e Palatino), dove si rintracciano numerosi scritti che testimoniano a partire dal 1600 un acceso dibattito sul cioccolatte e sui suoi consumi (Francesco Redi, Lorenzo Magalotti, Francesco D’Antonio Carletti). Sempre a Firenze, dal 1608 , si rintracciano numerosi scritti sul tema della cioccolata. Nel 1608 esce Differenza tra il cibo e ‘l cioccolatte…

Entrando, assaggiando e ascoltando la storia di questi luoghi rivivremo gli antichi splendori di cui donne e uomini di ogni dove qui entrarono divenendo i protagonisti di tante storie che racconteremo.

LA BELLA TUSCIA, un nuovo percorso alla scoperta di una terra antica

per tutti i soci di Marginalia.

DATA DA DEFINIRE

La Tuscia uno dei luoghi più affascinanti dell’alto Lazio, conserva ancora scorci e ambienti non presi d’assalto dalle grandi folle turistiche, presentandosi a volte come luoghi del silenzio, della contemplazione e del bel viaggiare, visitando Castelli, paesi incantati in una natura rigogliosa.

Arrivando si incontrano luoghi bellissimi come i giardini di Bomarzo, ma anche Civita di Bagnoregio, Caprarola con il bellissimo Palazzo Farnese e poi non distante il lago di Vico, la bellissima Villa Lante con i giardini immensi pieni di giochi d’acqua, fino ad arrivare a Viterbo dove soffermandoci ammireremo Palazzi fantastici. Il viaggio prosegue verso Tuscania e Tarquinia per non perdere l’occasione di ammirare città etrusche dove ancora si respira un’aria antichissima.

Viterbo viene considerata la ‘Perla della Tuscia’.

La città di Viterbo può essere molte cose: etrusca, romana, medioevale (con un intero quartiere perfettamente conservato),

Rinascimentale (con le splendide dimore e giardini di ‘Villa Lante’ a Bagnaia, ‘Palazzo Farnese’ a Caprarola e il ‘Parco dei Mostri’ a Bomarzo).

Città Papale, con il bellissimo ‘Palazzo dei Papi’ dove si tenne il conclave più lungo della storia della chiesa, 33 mesi.

Città termale, con le acque sulfuree per il benessere e la cura della persona.

Viterbo è ancora una città geograficamente premiata, pochi chilometri e si può raggiungere la caldera dei Monti Cimini, con il Lago di Vico e le sue bellezze naturalistiche.

Pochi chilometri e si possono raggiungere le coste del Tirreno, passando per le città etrusche di Tuscania e Tarquinia, quest’ultima Città Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

Ma anche le terme e luoghi incontaminati dove la natura ancora fa da padrona come le belle saline piene di fenicotteri rosa.

Quindi non resta che partire alla scoperta di tanta storia opere, palazzi e giardini indimenticabili. Vi aspettiamo per una breve vacanza estiva tutti insieme.

In questo viaggio, l’Associazione Culturale Marginalia si avvarrà di vari collaboratori: Marco Scarici, appassionato conoscitore del territorio e Massimo Alfaioli, appassionato conoscitore di rose e giardini.

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:

366 4475991 – 329 3075760
visiteguidate@associazionemarginalia.org  iniziative@associazionemarginalia.org – 

Giardini di Bomarzo
Villa Lante
Giardini di Villa Lante
Palazzo Farnese
Scalinata di Palazzo Farnese
Interno di Palazzo Farnese
Giardini di Palazzo Farnese
Palazzo dei Priori a Viterbo
Interno Palazzo dei Priori
Tuscania
Tuscania
Pitture Etrusche a Tarquinia
Tarquinia
Viterbo
Le Saline
Terme dei Papi

La Casa Buonarroti 

un percorso nei luoghi di Michelangelo con Marginalia.

DATA DA DEFINIRE

Una visita  interessante per gustare  nella tranquillità di un museo poco frequentato opere di notevole prestigio.

All’interno del Museo sono contenuti  alcuni capolavori di Michelangelo, tra cui simboli riconosciuti della Casa, La Madonna della scala e la Battaglia dei centauri, i due rilievi marmorei eseguiti a Firenze dall’artista tra il 1490 e il 1492, quando, essendo nato nel 1475, non era più che un adolescente.

Il Museo espone inoltre anche ricche collezioni di dipinti, sculture, maioliche e pezzi archeologici.

 

Per informazioni scrivere alle seguenti mail:

visiteguidate@associazionemarginalia.org

iniziative@associazionemarginalia.org

TEL: 3664475991

TEL: 329 3075760

 

 

Un Pò di storia Continua la lettura

IL GIARDINO DEI SEMPLICI DI FIRENZE

DATA DA DEFINIRE

Nelle nostre città si parla spesso di meravigliosi giardini, a Firenze per esempio si parla sempre del maestoso Giardino di Boboli, ma senza togliere niente a Boboli anche a Firenze ci sono molti altri Giardini che vale la pena visitare, uno di questi è sicuramente il Giardino dei Semplici.

Si trova nel cuore di Firenze, ed  è il terzo Orto Botanico del mondo per antichità, dopo quello di Pisa e di Padova.

Questo giardino fu una delle grandi opere volute dai Medici; in modo particolare da Cosimo I. Fu lui a volerlo, visto che nel XVI secolo l’interesse per lo studio del mondo naturale stava crescendo sempre più.

Fondato il primo dicembre del 1545, disegnato da Niccolò Tribolo e curato nella scelta delle piante dal medico e botanico, Luca Ghini, copre una superficie di circa 2 ettari e mezzo con alberi ad alto fusto e specie erbacee nelle aiuole del giardino detto dei semplici, cioè delle piante medicinali.

Nel 1800 il Giardino dei Semplici era luogo di ritrovo cittadino, il primo custode, o Semplicista, fu Luca Ghini cui seguirono Cesalpino, Micheli, mentre il cardinale Gian Carlo de’ Medici vi teneva feste notturne. Nel 1753 passò all’Accademia dei Georgofili e fu rinnovato con lo sciagurato taglio di alto fusti, da Ottaviano Targioni Tozzetti.

Le piante erbacee sono coltivate prevalentemente in vaso, sia in serra che all’aperto; le serre calde sono dotate di riscaldamento autonomo e controllato, e in alcune è allestito un fitotrone: con questo apparecchio costituito da una serie di camere ad aria condizionata sono riprodotti artificialmente climi e situazioni meteorologiche diverse per lo studio e la sperimentazione botanica.

Le collezioni sono incrementate ogni anno con nuove specie e gli esemplari vecchi sono rinnovati; le missioni organizzate nei luoghi di origine, sia in Italia che all’estero, sono una delle attività principali dei ricercatori e tecnici che lavorano all’Orto. Spesso sono anche richiesti agli altri Orti Botanici, i semi di piante su cui fare ricerca dal vivo. Ogni pianta è stata inserita in un elenco numerato con il nome scientifico della specie, 

Oltre al maestoso e antico Taxus baccata, velenoso e dioico, sono di rimarchevole importanza: l’esemplare di Quercussuber di dimensioni eccezionali, con tronco avvolto da un mantello di sughero di notevole spessore; la Metasequoia glyptostroboides, scoperta in uno degli ultimi esemplari viventi in Cina nel 1941 e oggi considerata un fossile vivente; Ginkgobiloba, l’unica specie rimasta delle Ginkgoaceae, con foglie caduche dalla singolare forma a ventaglio, pianta dioica che nel Giardino dei Semplici è presente sia nella forma maschile che femminile.

Altri alberi qui presenti sono meta di studiosi e visitatori da tutto il mondo sono: il cipresso calvo (Taxodium distichum) originario degli Stati Uniti sud-orientali, che vive in ambienti paludosi con radici superficiali e particolari strutture dette pneumatofori che trasportano l’aria alle radici sommerse; Zelkova serrata, nativa del Giappone e della Corea, che può raggiungere i 35 metri di altezza e apprezzata per il legno utilizzato in ebanisteria e la colorazione autunnale delle foglie.

E per concludere torniamo al nome: deriva dalla parola latina medicina simplex che indicare le piante che potevano essere utilizzate per scopi medicinali.

Il Giardino dei Semplici oggi è una sezione del museo di Storia Naturale dell’Università degli Studi di Firenze.

Noi di Marginalia vorremo andarci insieme a voi

Per parlarvi della parte storica e dei personaggi che qui sono stati ed hanno lavorato e delle stupende piante in esso presenti raccontate da un arboricoltore,

chi è un arboricoltore? Un esperto di alberi.

Per Informazioni e Prenotazioni

Scrivere a: visiteguidate@associazionemarginalia.og

Oppure telefonare a 3664475991


Particolari del percorso all’interno del Giardino

Nuova data da definire.

L’Associazione culturale MARGINALIA e il Centro di attività
Multidisciplinare Olistica SI.AMO di Prato

Organizzano una serata d’ascolto e meditazione sul tema
MEDITIAMO CON ARTE”

La meditazione ci aiuta a mettere un po’ d’ordine in noi stessi, eliminare i pensieri superflui dare ascolto alla nostra vita per riconoscere ritrovare una maggiore consapevolezza di noi stessi, finalmente dedicarci ai nostri progetti personali che ci gratificano non nei risultati, ma lungo il nostro percorso.

Con la visione di un’opera d’arte, spiegata attraverso la sua simbologia, i suoi messaggi, potremo poi provare tutti insieme a fare una breve meditazione di gruppo, volta all’aiutarci a coltivare le nostre passioni, la scrittura, la pittura e tanto altro.

Allontanare lo stress, i pensieri negativi e gli attacchi di ansia, anche questo è il nostro obiettivo.

Corpo e mente e salute psichica che si coniugano, anche la scienza conferma i grandi vantaggi della meditazione per ognuni individuo, quindi proviamoci con fiducia.


ci troveremo nei locali del Centro SI:AMO a Prato
in via Ambrogio Traversari 21 a Prato, Loc Mezzana


Vi aspettiamo in tanti, c’è bisogno di armonia e benessere in questo particolare momento, solo così riusciremo venire fuori dalle nostre paure, i nostri timori.

Dopo la serata sarà offerta a tutti i partecipanti una tisana rilassante

Quando la stagione ce lo consentirà faremo il nostro percorso anche nei giardini, nei parchi all’aperto. Ognuno potrà portare con se una piccola coperta per sedersi sull’erba e dopo una breve introduzione al luogo da un punto di vista storico artistico mediteremo tutti insieme.



ISCRIZIONI OBBLIGATORIE
scrivendo a SI:AMO o telefonando
contatti@centrosiamo.it
Telefono: 0574 040952 – 377 0235795

Oppure scrivendo o chiamando MARGINALIA
3664475991
visiteguidate@associazionemarginalia.org

Da Porta Romana al Giardino del Bobolino, passeggiata storica

Molto spesso, nelle città d’arte e in particolar modo a Firenze, dove i monumenti, i musei, i grandi Palazzi abbondano e sono un irresistibile richiamo per turisti e curiosi, ecco che vengono tralasciati luoghi, così detti minori ma non per questo meno belli o interessanti che comunque di storia e aneddoti da raccontare ne hanno in quantità.

Così per il gusto anche di riappropriarci delle nostre città, attraverso percorsi alternativi, con Marginalia abbiamo pensato di farvi fare una bella passeggiata partendo da Porta Romana, per poi entrare nel grande Giardino della Pace davanti a quelle che un tempo furono le scuderie reali ( oggi il liceo artistico) per poi salire fino al vicino giardino del Bobolino.

Non immaginate quante storie e curiosità vi racconteremo a partire proprio dalla piccola Piazza della Calza, dove due affreschi di epoche completamente diverse ci parlano della storia della città, quindi la grande Porta con i maestosi battenti in legno ancora originali e addossata all’ultima cerchia muraria di Firenze. Quindi parleremo della Piazza di Porta Romana con la grande statua di Michelangelo Pistoletto e così fino al giardino del Bobolino.

Qui ad accoglierci, oltre alla storia del luogo, un maestoso Cedro dell’incenso un albero nativo del’America settentrionale che può raggiungere fino a 60 mt di altezza. Da noi è stato importato per scopi ornamentali e qui ne abbiamo un esempio su cui dire molto. 

Sarà piacevole passeggiare insieme durante questo inedito e curioso percorso, per dirvi quello che ancora non vi avevamo raccontato e che forse qualcuno non ricordava o non conosceva.

Presto vorremo trovarci in tanti per condividere questa esperienza .

Non mancate per questa nuovo e affascinante incontro

DATA DA DEFINIRE

PRENOTAZIOI E INFORMAZIONI :

366 4475991 – 329 3075760
 visiteguidate@associazionemarginalia.org  iniziative@associazionemarginalia.org – 

IL PROFUMATO GIARDINO DEGLI UFFIZI

Molti di voi avranno già sicuramente visitato le Gallerie degli Uffizi, alcuni magari anche più di una volta, tuttavia per la grande quantità di materiale presente, ogni volta, nei nostri percorsi mancherà qualcosa. Parliamo di quei particolari su cui sarebbe giusto soffermarsi degnamente e con l’attenzione che meritano.

Abbiamo intitolato questo nuovo percorso “IL PROFUMATO GIARDINO DEGLI UFFIZI” perché in questa occasione, anche per chi, ripetiamo avesse già visitato il museo, proponiamo un’incantevole passeggiata tra le più belle fioriture dei nostri prati e colline una vera esplosione primaverile e di rinascita, che ammireremo nei dipinti di grandi maestri.

Arricchiremo il percorso con essenze da far assaggiare ai presenti che ci richiameranno ai fiori di cui parleremo.

Il percorso sarà condotto in modo da introdurvi sia al tema del giardino e dei profumi e delle opere da un punto di vista storico ma anche botanico.

Vi aspettiamo per passeggiare in uno dei giardini più belli del mondo La Galleria degli Uffizi

Data da definire

Per prenotazioni e ulteriori informazioni scrivere o chiamare:

366 4475991 – 329 3075760
visiteguidate@associazionemarginalia.org 

iniziative@associazionemarginalia.org

Un po’ di storia

Nell’arte medioevale i simboli e i miti della tradizione pagana sono ripresi e trasformati in immagini sacre. I monasteri divengono i depositari della cultura antica, l’amanuense e il miniatore danno vita a manufatti preziosi, e per esprimere concetti, simboli religiosi, utilizzano immagini del mondo vegetale. Autentici capolavori sono i Libri d’Ore. I monaci, inoltre, trascrivono e illustrano, gli erbari del passato e più recenti, contenenti notizie sulle proprietà curative delle piante. “I fiori nel Medievo comunicavano messaggi che tutti potevano intendere perché legati ad un sapere popolare diffuso”.
La scena della Primavera, la prima allegoria-mitologica di Botticelli e la più complessa, si svolge in un giardino ricco di fiori, delimitato da un aranceto e da una siepe di mirto. Il dipinto contiene circa 500 specie vegetali, delle quali 190 fiorite e 70 ciuffi di graminacee o ciperacee. Le specie botaniche, ognuna portatrice di un significato simbolico, sono dipinte un’attenzione che rivaleggia con le opere dei fiamminghi, peraltro conosciute dal pittore.