Tutti FUORI e dentro agli UFFIZI con Marginalia

è un percorso innovativo a cui vi invitiamo a partecipare

DOMENICA 18 APRILE 2021 ORE 16,00

Ritrovo Ore 16,00 davanti alla Loggia dei Lanzi sotto la statua del Perseo di B Cellini.

Quota di partecipazione comprensiva di noleggio sistema radio per migliore ascolto 🎧 € 11,00 a persona

Ragazzi fino a 12 anni gratuito

Sarà necessario l’utilizzo della mascherina

Percorso facile adatto a tutti, durata massima un’ora e mezzo

PRENOTAZIONI OBBLIGATORIE

scrivendo un whatsapp al 366 4475991

Oppure scrivendo a: visiteguidate@associazionemarginalia.org 

https://www.associazionemarginalia.org/

SEGUICI ANCHE SU: 👇

Facebook: https://www.facebook.com/associazioneculturalemarginalia/

Instagram: https://www.instagram.com/marginalia_ass.culturale/

abbiamo aperto da poco anche il canale

YOU TUBE: Associazione Culturale Marginalia

seguici anche qui se ti va e se ti piacciono i nostri video lascia un like e magari iscriviti al canale. Grazie mille 😀 🙏

Gli Uffizi sono uno dei musei più importanti e belli del mondo. Tante persone ogni anno, prima della pandemia, riempivano le sale dove sono custodite le opere dei grandi maestri del rinascimento e non solo. Con Marginalia, visto che da troppo tempo ormai siamo fuori da questi ambienti dell’arte, storia e bellezza, abbiamo deciso di tornarci domenica 18 aprile con una modalità del tutto nuova e divertente 😀 . Un’occasione che ci darà anche la possibilità di parlare di tante curiosità di cui non parliamo mai e che invece sono lì, belle, discrete che attendono silenziose il ritorno di chi da sempre le ha ammirate e amate.

Parleremo anche delle straordinarie opere che il mondo ci invidia, e il percorso sarà incentrato sulla fioritura e la natura proposta nei vari capolavori, alcuni conosciutissimi, altri meno noti ma non per questo meno affascinanti.

Se volete trascorrere una domenica in compagnia, in armonia, tra arte storia e cultura non avrete che da venire con noi.

Vi aspettiamo in tanti, grazie per la fiducia che vorrete riporre in noi!🤗

questa Foto è di Silvano Cinelli ©
Arte e letteratura in giardino

sono varie e numerose le proposte che Marginalia ha rivolto negli anni e continua a rivolgere al proprio pubblico.

Fra le tante, musei, gallerie d’arte, trekking urbani alla scoperta di luoghi insoliti, percorsi teatralizzati, conferenze di specialisti nei vari settori. Marginalia ha tentato, anche negli ultimi e difficilissimi mesi, di rispondere sempre con un “sì, però…” ai tanti “no” che, necessariamente ci sono stati imposti. Visite guidate all’aperto e con l’utilizzo dei dispositivi di sicurezza, nel rispetto dei regolamenti anti- Covid, aperture straordinarie di meravigliosi luoghi di culto, e, nei periodi di maggiore allerta, incontri e conferenze on-line.

Ancora nell’ottica di voler rispondere positivamente e propositivamente al periodo storico che stiamo attraversando,

Marginalia presenta, per la prossima primavera-estate 2020-2021,

il progetto “Arte e letteratura in giardino”.

Si tratterà di un ciclo di incontri, che avrà inizio appena possibile e dedicati ad una serie di personaggi che, malgrado si siano trovati a vivere situazioni difficili, come un’epidemia, la guerra, la persecuzione o l’esilio, sono riusciti a fare qualcosa di grande per cui ancora oggi sono ricordati.

I personaggi di cui parleremo appartengono indifferentemente al passato, più lontano o più recente, ma anche a tempi vicini al nostro, o, perché no, alla contemporaneità. Ogni incontro sarà dedicato ad uno di essi. Ricorderemo la sua biografia e le sue opere che siano esse letterarie, artistiche, di scienza o anche, semplicemente, di vita.

Nel primo incontro, vorremo parlare di un uomo che più di ogni altro, a nostro parere, può essere rappresentativo del progetto e anche del periodo che stiamo vivendo:

Giovanni Boccaccio, che, in un momento di grande e generale difficoltà dovuta ad una delle più grandi epidemie di peste che si possa ricordare, decide di fare quello che oggi, per il periodo che stiamo vivendo è una delle cose più sensate da fare, ovvero ritirarsi in quarantena. Lui lo fa con un gruppo di giovani, ragazzi e ragazze.

Oggi giorno, in quarantena, abbiamo fatto e visto fare di tutto: chi cucina, chi fa le pulizie di fondo e restaura la casa, chi sistema il giardino, chi legge, chi guarda serie TV. Qualcuno ha condiviso le proprie attività sui social network cercando di costruirne una narrazione. Boccaccio ha reagito proprio in questo modo: costruendo una narrazione.

Non sui social, ovviamente, ma creando una socialità con i suoi compagni, attraverso il racconto di quelle novelle, che poi sono diventate l’opera che noi tutti conosciamo, il Decameron. L’arte della narrazione lenisce i mali, sembra dirci il Boccaccio. Ci porta altrove, lontano da quello che in quel momento e in questo momento è la realtà. Ci permette di divagare, di elevarci ad altri e più alti orizzonti ed al tempo stesso di socializzare e stare insieme, riflettendo su temi di interesse comune, ma anche ridendo e scherzando. E dunque, perché non sfruttarla, proprio come ha fatto lui, oramai sette secoli or sono? Dopo tutto, non siamo certo i primi a cui tocca di vivere un momento storicamente difficile.Si tratta di corsi e ricorsi storici.

Pensiamo oltre a Boccaccio, a Dante, che da un esilio forzato e sofferto tirò fuori la Divina Commedia. A Lorenzo il Magnifico, che non si chiamò Magnifico a caso, ma perché era di animo grande.

Dopo aver visto il fratello soccombere a ben diciassette coltellate, durante la Santa Messa di Pasqua, per opera della famiglia dei Pazzi, supportata dal Papa e dal Re di Napoli, grazie ad un utilizzo sapiente e strategico dell’arte e della cultura riesce pacificamente a ristabilire gli equilibri.

Ma pensiamo anche alle donne e alla loro forza. Vogliamo fare cenno, in questo breve scritto, a due donne che hanno vissuto il nostro tempo.

La prima, Maria Luigia Guaita, che non si è mai arresa, per tutta la sua lunghissima vita. La guerra, vissuta da partigiana, uno scandalo in cui rimase coinvolta e l’alluvione. Nulla l’ha fermata nel suo progetto di creare, dal nulla, la stamperia d’arte “Il Bisonte”. Una donna caparbia, che risponde con l’amore, costante e indefesso per l’arte, alle difficoltà della vita.

La seconda, Margherita Hack, una signora scomparsa piuttosto recentemente. Lei l’arte la vedeva nelle stelle. Riusciva a rendere semplicissimi, concetti difficilissimi, con una capacità divulgativa, anche, diciamolo, un pò scanzonata, fuori dal comune. Con convinzione ha sempre combattuto la sfiducia della società e del mondo accademico nei confronti del ruolo della donna nelle scienze.

Di questi e di molti altri personaggi vorremmo parlare insieme nel tentativo di creare una narrazione che possa aiutarci, tutti, a vivere nel modo più positivo possibile, il momento storico che stiamo passando, certamente non roseo.

Gli incontri saranno organizzati in presenza, ovviamente, in diverse locations all’aperto: il giardino dei granduchi a Porta Romana, il Bobolino, il Parco della Rimembranza vicino San Miniato Le Cascine di tavola ed in altri luoghi che comunicheremo. Invitiamo i partecipanti a venire provvisti di una sedia da campeggio, per poter ascoltare più comodamente.- non est ad astra mollis e terris via – L. A. Seneca (non esiste alcuna via semplice dalla terra alle stelle).

DATA DA DEFINIRE

PER ULTERIORI INFORMAZIONI:

visiteguidate@associazionemarginalia.org 

https://www.associazionemarginalia.org/

SEGUICI su Facebook: https://www.facebook.com/associazioneculturalemarginalia/

Instagram: https://www.instagram.com/marginalia_ass.culturale/

Appennino Tosco Emiliano, giornate fra cultura e benessere.

Primavera Estate 2021

A portata di mano e vicino a noi, spesso ci sono luoghi interessanti e pieni di storia ma poco considerati dalla troppa vicinanza rispetto alle zone in cui viviamo.

Con Marginalia invece, vogliamo per questa primavera – estate 2021 farvi riscoprire anche paesi e ambienti poco valutati ma che di storia ne hanno da vendere, oltre alle bellezze paesaggistiche e artistiche di cui ci potremo riempire gli occhi.

Il luogo che vi proponiamo per una bella giornata fuori porta per la nuova stagione, è uno dei luoghi più suggestivi dell’Appennino Tosco Emiliano.

Si trova al confine settentrionale della provincia di Prato e segna il confine tra due regioni la Toscana e l’Emilia Romagna,  diventando anche lo spartiacque tra il Bacino del Setta, affluente del Reno Bolognese, e il Bacino del Bisenzio.

Questo altopiano è dolcemente ondulato ed attraversato dal fiume Setta. Si snoda tra i rilievi di Poggio di Petto, Scopeta, Monte Casciaio e Tronale ed è pieno di sentieri e percorsi di trekking. Tra cui il recente Cammino della Via della Lana e della Seta. Un interessante percorso di circa 130 km che partendo da Piazza Duomo a Prato e arriva a Piazza Maggiore a Bologna.

Questo luogo, sull’Appennino Tosco Emiliano di cui vi parliamo, si chiama Montepiano. Uno dei suoi gioielli storici è la Badia dedicata a Santa Maria, un’architettura romanica ricca di leggende e credenze popolari.

Alla base della comunità cristiana del territorio c’è il leggendario Beato Pietro. Possiamo datare il personaggio tra la fine dell’anno mille e mille e cento. Appartenne al movimento di riforma spirituale iniziata da San Giovanni Gualberto padre e fondatore del Monastero di Vallombrosa.

Gli episodi miracolosi del santo che vennero tramandati, anche dalla memoria popolare, sono mostrati negli affreschi all’interno della Badia e si fanno risalire niente meno che alla scuola di Cimabue e Giotto.

Il passo di Montepiano, basso e comodo da valicare, si trova a 700 metri di quota. Se ne accorsero gli Etruschi che da qui transitarono. Passarono lungo la strada di Mezzacosta dalla Calvana, in direzione di Misa (Marzabotto). Dopo di loro, anche i Romani passarono da queste zone. Racconti popolari, rafforzati da dichiarazioni di alcuni studiosi parlano di ritrovamenti di monete e altre suppellettili  di queste antiche cilviltà.

Queste colline affascinarono anche i conti Bardi. Poco sopra la Badia, che oggi viene comunemente chiamata “la Badia di Montepiano” fecero costruire una delle loro dimore detta del Pecorile.

Qui nel corso dei secoli, ebbero diversi abitazioni e possedimenti. I Conti Bardi sono stati spesso ricordati nei nostri percorsi per aver dato i natali a Contessina de Bardi andata in sposa a Cosimo de Medici nel 1415.

La famiglia Bardi, un tempo ricchissima, entrò in bancarotta in seguito al mancato risarcimento dei prestiti finanziari concessi al Re d’Inghilterra Edoardo III . Con il matrimonio fra contessina e Cosimo, figlio del banchiere Giovanni di Bicci la famiglia Bardi cercherà di porre rimedio a questo disastro finanziario. La storia di Vernio è legata a quella di Firenze almeno dal 1332. Cioè da quando la famiglia Bardi acquistò il feudo imperiale di Vernio, dando origine al ramo dei Bardi di Vernio. Questi si distinsero inserendo nello stemma il castello di Vernio che ancora oggi campeggia anche sullo stemma del Comune.

Col passare del tempo, Montepiano divenne una delle località turistiche più rinomate e più frequentate della Toscana. Nel 1892, grazie al nuovo tratto di strada che collegava il paese alla città di Prato e alla vicina Firenze e quindi al lavoro si poteva raggiungere il territorio in poco tempo. Venne progettato un villaggio turistico con uno chalet, detto del villeggiante. Da quel momento in poi iniziarono ad arrivare a Montepiano tantissimi villeggianti.

Eleganti ville ottocentesche testimoniano ancora oggi

lo stile dei soggiorni di un tempo: Villa Sperling, la Delfiniana, la Colonia Gualtieri, Torre Alpina, Villa Bega, l’asilo Maria Virgo Carmeli e le più isolate villa Puccini, villa Indiana, villa Galletti.

Nei primi anni del 900 salirono a Montepiano illustri personalità tra cui il poeta Umberto Saba che qui trasse ispirazioni per alcuni suoi componimenti.

Ma in tempi più recenti, parliamo degli ’70 e ’80 del novecento, molti sono stati gli artisti, i pittori che qui hanno risieduto affascinati dal verde che circonda il paese.

Tra questi ne ricordiamo uno fra tutti Bruno Saetti che qui trascorrerà parte della la sua vita. Aveva realizzato la sua abitazione presso un mulino, restaurato completamente facendolo divenire anche una scuola dove arrivavano studenti da ogni dove. Un incantevole parco, denominato dal maestro, “il Parco del Sole” e facente parte la sua proprietà, fu da lui donato al territorio perché tutti ne beneficiassero.

Con la nostra voglia di tornare a viaggiare, ammirare cose belle, anche in luoghi meno conosciuti, potendone ascoltare le storie le leggende e le curiosità, vi invitiamo a venire con noi di Marginalia in questa località piena di natura, arte e bellezza per trascorrere una bella giornata insieme.

DATA DA DEFINIRE

PER ULTERIORI INFORMAZIONI:

visiteguidate@associazionemarginalia.org 

https://www.associazionemarginalia.org/

SEGUICI su Facebook: https://www.facebook.com/associazioneculturalemarginalia/

Instagram: https://www.instagram.com/marginalia_ass.culturale/

Torino è una città ricca di sorprese. E’ sufficiente immergersi nella sua atmosfera per vivere esperienze molto diverse tra loro, che vanno dalla scoperta dei suoi palazzi e dei suoi numerosi musei, fino alla città contemporanea e del “piano di sotto”. Ovviamente senza dimenticare la degustazione di specialità enogastronomiche, come il cioccolato gianduia, lo zabaione, il bicerin e il vermouth.

Fu fondata dai Romani nel 9 a.C., col nome di Julia Augusta Taurinorum ed era una piccola colonia romana sulla via verso i passi alpini che conducevano in Gallia. Costruita alla confluenza dei fiumi Po e Dora Riparia, ha sempre assorbito la cultura e il gusto dei paesi transalpini e del nord d’Europa. Ancora oggi i turisti la chiamano “Piccola Parigi”.

 La sua storia è legata all’antico casato dei Savoia, la dinastia più longeva d’Italia, che ha portato all’unificazione del Paese nel 1861.

L’aspetto barocco del centro di Torino si deve agli ingrandimenti del XVII  e XVIII secolo, dopo il trasferimento della capitale del ducato di Savoia da Chambery a Torino per volere del duca Emanuele Filiberto. Il cuore del comando,  Palazzo Reale, è un edificio austero, ma con un interno ricco in decorazioni ed arredi. Durante la visita del Palazzo si accede all’Armeria, una delle più belle d’Europa , e alla restaurata Cappella della Sindone, capolavoro Secentesco dell’architetto modenese Guarino Guarini.

Al centro della piazza Castello il Palazzo Madama, con una magnifica facciata settecentesca di Filippo Juvara.

Come dice il nome, fu la dimora delle Madame Reali di Torino che avrete modo di “conoscere”  perché hanno lasciato un’impronta indelebile nelle strade e nei gusti torinesi. Per esempio,  la piazza San Carlo è stata costruita per volontà della prima Madama Reale, Cristina di Francia. Mentre la seconda Madama Reale, Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours, è diventata famosa per aver concesso la prima licenza di vendita al pubblico di cioccolato ad un certo Giò Battista Ari, nel lontano 1678.

Torino non è solo barocco, è anche quadrilatero romano, la sua parte più antica, con i suoi piccoli ristoranti simili ai bistrot francesi. C’è una bella architettura ottocentesca, in modo particolare la mole Antonelliana. Sede del Museo del Cinema.  I nomi delle vie e le lapidi sui palazzi  narrano la storia del Risorgimento e dei suoi personaggi: Cavour, Vittorio Emanuele II, Massimo d’Azeglio, Garibaldi, Mazzini. Concedersi un bicerin ( bevanda a base di crema di latte, caffè e cioccolata calda) seduti ad un tavolo di uno dei numerosi bar storici del centro. Tutto ciò permette di assaporare una strana atmosfera d’antan, come se il tempo si fosse fermato ai moti per l’indipendenza del 1820.

Un viaggio in questa città non può prescindere dalla visita ad uno dei musei più conosciuti al mondo. il Museo Egizio, secondo solo a quello del Cairo. Completamente riallestito nel 2015. Oltre ad un numero ineguagliabile di reperti ospita la tomba di Kha e Merit, l’unica tomba di civili trovata integra in Egitto.

Altri musei sono il Museo Nazionale del Cinema, quello dell’Automobile, la Galleria Sabauda , Palazzo Madama. Oppure altri meno conosciuti: museo di arti decorative Accorsi-Ometto, MAO- Museo d’Arte Orientale, GAM – Galleria d’Arte Moderna .

Tra i diversi aspetti della città c’è il “verde”.

Torino è la città più verde d’Italia con quasi 22mq di verde per abitante. Numerosi sono i suoi parchi cittadini, collinari e fluviali. Il più conosciuto è il parco del Valentino. Luogo preferito dagli studenti delle vicine facoltà per godere di un momento di relax o dai torinesi che vanno a praticare sport. Bicicletta, jogging, tennis, ma anche canottaggio. Lo spettacolo cambia a seconda delle stagioni. E’ bello vedere i turisti muniti di macchine foto e Torinesi a spasso per i viali.

Nel parco c’è il Castello del Valentino, risalente al 1620-1645, che fa parte di quella che viene chiamata “La Corona di Delizie”. Si tratta di un sistema di residenze di caccia e di piacere che formano una corona attorno alla gemma centrale, ovvero il Palazzo Reale. Sono tutte patrimonio dell’UNESCO e non vanno dimenticate la famosa Reggia di Venaria e la Palazzina di Caccia di Stupinigi.  Quest’ultima è il capolavoro di Filippo Juvara, insieme alla Basilica di Superga sulla collina torinese.

LA Venaria,

oltre alla Reggia, con i suoi numerosi ambienti, la Galleria Grande ed i giardini, è possibile visitare il parco della Mandria con Borgo Castello. Questa era l’abitazione dove viveva Vittorio Emanuele II con la moglie morganatica, Rosa Vercellana, detta “la Bela Rosin”.

Se molti pensano che questa città sia solo “fabbriche”, si dovranno ricredere, ma è certo che l’economia della città deve molto alla sua industria. La crisi però si è fatta sentire e molte aree industriali sono state abbandonate. Torino “non sta mai ferma”. E’ riuscita, grazie ad un nuovo piano regolatore, a riqualificare le aree più periferiche. Un tempo erano caratterizzate da edifici grigi e ciminiere fumanti. L’esempio più noto è la riqualificazione dello stabilimento FIAT – Lingotto, oggi sede di due hotel, un auditorium, un centro commerciale e la Pinacoteca Marella e Giovanni Agnelli.

Se lo sguardo si perde nella scoperta delle varie sfaccettature di Torino, sotto ai nostri piedi esiste una città del piano di sotto. Torino fa parte del circuito delle città sotterranee d’Italia. Oltre a rifugi antiaerei, “infernot” ( cantine scavate sotto ad altre cantine), cripte, ci sono le gallerie settecentesche della Cittadella. Un tempo si potevano percorrere ben 14 chilometri di gallerie a 7 e 14 metri sotto terra. Oggi il percorso è di circa 800 metri, ma sono diverse le tappe che si possono scoprire in questo camminare nel ventre di Torino.

Dal profondo alla sommità dei monti: a pochi chilometri da Torino, all’imbocco della Valle di Susa ,si erge sul monte Pirchirriano la Sacra di San Michele. Abbazia simbolo della regione Piemonte dal 1994, è un capolavoro medievale, suggestivo  luogo d’arte e di spiritualità, si dice abbia ispirato Umberto Eco nella stesura del suo romanzo “Il Nome della Rosa”.

DATA DA DEFINIRE

PER ULTERIORI INFORMAZIONI:

visiteguidate@associazionemarginalia.org 

https://www.associazionemarginalia.org/

SEGUICI su Facebookhttps://www.facebook.com/associazioneculturalemarginalia/

Instagram: https://www.instagram.com/marginalia_ass.culturale/

Il cavaliere nero

Percorso teatralizzato attraverso le strade della città dantesca

il percorso prende spunto dal libro della storica SILVIA DIACCIATI,

“IL BARONE Corso Donati nella Firenze di Dante” Sellerio Edizioni

…Ogni luogo, ogni epoca ha avuto i suoi protagonisti nel bene o nel male. Tra i tortuosi e spesso maleodoranti vicoli della Firenze di fine Duecento si muovevano uomini che superavano in fama e influenza loro concittadini oggi certamente più noti come Dante e Giotto. Personaggi in grado di condizionare concretamente la vita comunale, di condurre con coraggio e incoscienza la propria città alla vittoria contro nemici esterni, ma anche di farla precipitare in guerre fratricide…

Nell’anno del settimo centenario della morte di Dante, l’Associazione Culturale Marginalia vi invita a conoscere la Firenze del sommo poeta attraverso un affascinante percorso teatralizzato. Il tutto dedicato al vero protagonista della scena fiorentina di allora: Corso Donati, capo indiscusso dei Guelfi neri e causa dei molti guai in cui finì Dante.

Tra i tortuosi e spesso nauseabondi vicoli della Firenze di fine Duecento si muovevano uomini che superavano in fama e influenza loro concittadini. Oggi certamente più noti come Dante o Giotto. Personaggi in grado di condizionare concretamente la vita della città, di guidarla con coraggio e incoscienza alla vittoria contro nemici esterni. Ma anche di farla precipitare in terribili guerre fratricide. Capaci di colloquiare con papi e imperatori con la stessa facilità con cui discutevano coi propri pari e di suscitare ammirazione anche in rivali coi quali condividevano spesso un solo sentimento, un profondo e sconfinato odio. Uno di questi fu proprio Corso Donati.

Il Cavaliere nero fu feroce e senza scrupoli,

ma talvolta sono proprio gli individui più ambigui come lui a esercitare un fascino irresistibile. Cavalieri oscuri, anti-eroi, forze del male. E spesso accade che il male si presenti sotto forme seducenti. Corso Donati non fece eccezione: uomo bellissimo, cavaliere impavido e raffinato oratore. Egli fu uno dei protagonisti più irrequieti e spregiudicati che la storia fiorentina abbia mai conosciuto. Malvagio e spietato, fu animato da un desiderio di dominio più forte anche dell’amore per la patria. Cavaliere invincibile, guidò Firenze alla vittoria nella battaglia di Campaldino del 1289, battaglia alla quale prese parte anche Dante, ma poi trascinò la sua città nella violenza più cupa al probabile scopo di farsene signore. A Firenze era da tutti temuto e rispettato, ammirato e seguito da molti, odiato e maledetto da altrettanti. Per la sua superbia fu soprannominato il Barone.

Ancora a distanza di più di due secoli dai fatti di cui Corso Donati fu protagonista, Niccolò Machiavelli, dopo averne brevemente narrato le vicende e biasimato con rammarico i comportamenti, non poté tuttavia fare a meno di riconoscere la grandezza di quel fiorentino e di citarlo tra i concittadini di cui fosse degno lasciare memoria.

La vita e le imprese di questo tenebroso e irrefrenabile cavaliere,

che fu senza alcun dubbio il più famoso fiorentino dell’età di Dante, ci permetteranno di condurre un viaggio affascinante nella Firenze di quegli anni, che era allora la metropoli più tumultuosa del mondo conosciuto nonché la prima potenza economica dell’Occidente. Nel corso del percorso teatralizzato avremo così modo di parlare di vari aspetti della Firenze dell’epoca di Dante: dalla lotta di fazione alla giustizia, dalla politica alla vita quotidiana. Lo faremo percorrendo le vie del centro cittadino e soffermandoci nei luoghi che più furono legati alle vicende di Corso Donati.

Ci imbatteremo poi in numerosi personaggi,

più o meno famosi, la cui vita s’intrecciò con quella del Barone. Vieri de’ Cerchi e Guido Cavalcanti furono oggetto del suo disprezzo più profondo. In papa Bonifacio VIII trovò un preziosissimo alleato.

Le donne nella vita di Corso Donati, come accadeva di norma alle donne dell’aristocrazia, non furono altro che pedine da sacrificare al proprio personale interesse. Dante ha eternato nella Divina Commedia il caso di Piccarda, una delle sorelle di Corso, ma non molto diverso fu il trattamento che egli riservò all’altra sorella, Ravenna, per non parlare poi di ciò che accadde alle sue mogli.

La vita di questo cavaliere nero non sarà dunque che il punto di partenza per un percorso che, arricchito di intermezzi teatrali, ci aprirà un vero e proprio spaccato sulla Firenze all’epoca di Dante. Vi aspettiamo!

DATA DA DEFINIRE

PER ULTERIORI INFORMAZIONI:

visiteguidate@associazionemarginalia.org 

https://www.associazionemarginalia.org/

SEGUICI su Facebook: https://www.facebook.com/associazioneculturalemarginalia/

Instagram: https://www.instagram.com/marginalia_ass.culturale/

L’opera di copertina che qui proponiamo, è una delle tre opere realizzate da Paolo Uccello nel 1438 “La Battaglia di San Romano” raffigurante Niccolò da Tolentino nella battaglia, alla testa dei fiorentini. L’opera si trova alla National Gallery, Londra

Non avendo opere significativamente soddisfacenti relative al personaggio proposto per il nostro percorso, abbiamo preso in prestito l’opera del grande maestro per proporvi l’idea di un cavaliere.

Viaggio in Terra di Tuscia alla scoperta dei luoghi degli Etruschi e del profumo di lavanda

DATA DA DEFINIRE – Primavera- Estate 2021

La terra di Tuscia è un luogo di infinite sorprese.

Ad ovest di Viterbo sorge una splendida cittadina: TUSCANIA, ovvero l’antica TOSCANELLA.

La sua posizione geografica le ha garantito uno sviluppo socio economico fin dal passato, strettamente legato all’antica civiltà degli Etruschi.

La vicinanza con TARQUINIA e VULCI ha contribuito garantito al suo fiorente progresso.

Tuscania nei secoli ha saputo mantenere una fisionomia urbanistica arrivata a noi quasi intatta nonostante il terremoto del febbraio 1971.

Tra le sue principali attrazioni troviamo due poli: COLLE SAN PIETRO e SANTA MARIA MAGGIORE, due chiese in stile romanico uniche nel loro genere.

TUSCANIA si fa amare sin dal primo istante per il paesaggio, per le sue opere artistiche e per un museo etrusco degno di rispetto  (dove sono custodite opere provenienti dai dintorni), che ne sottolineano l’importanza.

La bellezza di Tuscania è scandita anche delle tante fontane che si possono incontrare lungo il percorso cittadino.

Inoltre Tuscania da qualche anno a questa parte, durante il mese di giungo/luglio, si trasforma in una piccola Provenza grazie a tutte quelle iniziative legate alla coltivazione della lavanda.

Due aziende in particolare, ‘La Piantata’ e ‘L’Abbazia di San Giusto’ sono divenute ormai famose per la coltivazione di questa profumata essenza.

La Piantata è nota oltre che per la coltivazione della lavanda, per la casa sull’albero, una vera e propria attrattiva dove è possibile, prenotando con largo anticipo, soggiornare per un weekend.

L’abbazia di San Giusto merita un discorso a parte in quanto realtà unica nel suo genere.  

Si tratta infatti di una vera e propria abbazia cistercense che sorge nei pressi della valle del fiume Marta a 6 km da Tuscania, passando per il complesso archeologico della ‘Tomba della Regina’.

Un tempo fiorente è in seguito caduta in declino, nella seconda metà del ‘400.

Dopo un lungo periodo di abbandono, circa 20 anni fa, un ingegnere di Bologna ha avuto la brillante idea di prenderne in mano le sorti recuperando l’intero complesso abbaziale trasformando gli annessi in uno splendido B&B e ricostruendo l’intera abbazia, naturalmente coltivando il loco la lavanda.

Entrambe queste due realtà coltivano lavanda e producono e commercializzano prodotti a base di questa essenza preziosa.

A pochi chilometri da Tuscania è possibile raggiungere Tarquinia, città etrusca per eccellenza, e Vulci.

Quest’ultima, grazie agli innumerevoli ritrovamenti, è oggi definita, non a torto, un’antica Pompei.

Tarquinia (da Tarconte, divinità etrusca)

Fu uno dei più importanti centri etruschi che diede a Roma una dinastia di re: Tarquinio Prisco, Servio Tullio  e Tarquinio Il Superbo.

Quello di Tarquinia fu uno dei porti principali dell’Etruria in collegamento con tutto il Mediterraneo.

L’antica città etrusca di Tarquinia sorgeva in un’area più distante dell’attuale.

Quest’ultima incomincio a prendere forma dopo le invasioni germaniche e tra l’undicesimo e il dodicesimo secolo si sviluppò un centro ricco e fiorente: Corneto.

La ciià di Corneto fù in perenne conflitto con Viterbo, Roma e lo Stato della Chiesa essendo un luogo strategico grazie al porto.

Assoggettata dallo Stato della Chiesa, dal 1435 fu sede vescovile con il cardinal Vitelleschi che fece edificare tra il 1436 e il 1490 uno splendido edificio oggi Museo Nazionale Etrusco.

Tarquinia, nota per una delle più importanti necropoli etrusche (Necropoli di Monterozzi) con un gran numero di tombe a tumulo con camere scavate nella roccia e dipinte ad affresco, è dal 2011 patrimonio dell’Umanità e dell’UNESCO.

Andando verso la costa è possibile ammirare la flora e la fauna custodite nella riserva naturale delle Saline di Tarquinia.

Tarquinia è inoltre la città che diede i natali al poeta Vincenzo Cardarelli.

Parco archeologico di Vulci

Vulci fù un’antica città etrusca, tra le più importanti che sorgeva su un pianoro lambito dal fiume Fiora, a 10 km dalla costa tirrenica.

Notevoli sono i trovamenti dell’Età del Bronzo e del Ferro e le tombe a pozzo e a fossa.

Deve la sua ricchezza alle colline matallifere, ai commerci con la Sardegna e alla lavorazione della pietra e della ceramica.

Il suo declino iniziò a partire dall’ottavo secolo. Il castello che sorge vicino al Ponte del Diavolo oggi custodisce una notevole collezione di reperti

Per ulteriori informazioni scrivere a: visiteguidate@associazionemarginalia.org 

seguici anche su:

https://www.associazionemarginalia.org/

Facebook:https://www.facebook.com/associazioneculturalemarginalia/

Instagram: https://www.instagram.com/marginalia_ass.culturale/


TARQUINIA… I Cavalli alati , IV SECOLO A. C. Riportati alla luce da Pietro Romanelli nel 1938 , durante gli scavi del tempio dell’ara della Regina , un capolavoro della coroplastica Etrusca , erano aggiogati ad una Biga… Della Quale sfortunatamente se ne sono perse le tracce , alta un metro e 15… Larga un metro e 25 , è una delle più importanti opere di arte Etrusca

Care amiche e cari amici del Prato di Fiabe, “Un Sentiero nella Giungla!” è un allenamento per la prova più importante che vi aspetta: il Concorso!

Per cui siamo lietissimi di presentarvi il nuovo Contest, che ci terrà compagnia fino al 30 di Giugno, che ci farà ridere e sorridere, pensare e immaginare, volare e ballare, ma soprattutto ci catapulterà nel magma pulsante del tema del Concorso: Giungla!

Siete pronti? Ecco il titolo del gioco: Un Sentiero nella Giungla!

Che cos’è Un Sentiero nella Giungla? E’ un gioco a tappe, con il quale ci addentreremo insieme nella Giungla!

Come si gioca:

A Partire dal 7 Aprile ogni settimana, la Redazione del Prato di Fiabe proporrà una TAPPA, ovvero un soggetto sul quale vi sarà richiesto di scatenare la vostra fantasia nel modo che vi è più congeniale, e cioè:

Una descrizione breve, brevissima, max cinque righe (300 battute)

Un’illustrazione in jpg

Una fotografia in jpg

Tutti gli elaborati in prosa che supereranno i requisiti richiesti saranno automaticamente esclusi dal gioco

PER CHI PARTECIPA CON UNA FOTO O UN’ILLUSTRAZIONE DOVRÀ RIGOROSAMENTE ATTENERSI ALLE SEGUENTI DIMENSIONI: 1200X628 PIXEL IN ORIZZONTALE IN JPG . NON saranno accettati formati png o pdf o DI DIMENSIONI DIVERSE DA QUELLE INDICATE

I vostri contributi, di qualsiasi natura, saranno denominati CLICK!

Una sezione degli elaborati sarà postata sulla pagina facebook del Prato di Fiabe. https://www.facebook.com/UnPratoDiFiabe/ ma tutti proprio tutti saranno pubblicati sul NOSTRO SITO 🤩 ! !!!

La modalità: inviateci i vostri Click corredati dal vostro nome e cognome e la vostra località al nostro indirizzo:

unpratodifiabe@associazionemarginalia.org

Siate originali, fate volare la vostra immaginazione, ricordate che la nostra è una Giungla insolita e personalissima, che si presta a mille interpretazioni, non fermatevi alle apparenze, ma …. Andate oltre!

Non saranno accettati pensieri di pensatori, poeti o scrittori famosi. Le opere in prosa dovranno essere di piena paternità dell’autrice/autore edita o inedita. Con l’inoltro del testo, illustrazione o fotografia, l’autrice/autore accettano e rilasciano la possibilità a Marginalia per Un Prato di Fiabe il consenso a pubblicare le opere sui social sul sito e su altri canali, limitatamente al Contest e la promozione dello stesso

Tutti gli elaborati che arriveranno da minori di diciotto anni, inviati dai genitori o chi ne fa le veci, dovranno essere corredati di liberatoria. Clicca sul link per scaricarla

2 TAPPA – PALMA = ARMONIA

settimana dal 14 al 20 aprile – Ogni mercoledi successivo alla data di scadenza partirà la nuova tappa del GIOCO

2° TAPPA – PALMA = ARMONIA

settimana dal 14 al 20 aprile – Ogni mercoledi successivo alla data di scadenza partirà la nuova tappa del GIOCO

Finalmente un po’ di pace. Finalmente un un luogo, un momento, un sogno, un’attitudine mentale solo e soltanto per me. Raccontateci quello che per voi significa armonia e bellezza, pace interiore, benessere. Potete farlo esponendoci il vostro pensiero (in max 300 battute, ossia 5 righe), oppure potete disegnarlo o, se vi riesce più semplice, disegnatelo o fotografatelo.

Per tutte le ulteriori informazioni

potrete scriverci anche via mail a: unpratodifiabe@associazionemarginalia.org

oppure inviateci un Messenger sulla pagina facebook del Prato

______________________________________________________________________________

1° TAPPA – VULCANO = FORZA

settimana dal 7 al 13 aprile – Ogni mercoledi successivo alla data di scadenza partirà la nuova tappa del GIOCO

Avete mai visto un vulcano? Certo che sì. Ma quanti di voi hanno mai pensato a che cosa sia davvero un vulcano? È una bomba, è un’esplosione di forza, di potenza. Che cos’è per voi il Vulcano? Avanti, mandateci i vostri vulcani, che siano veri, immaginari, presunti, sognati, costruiti o chissà cosa. Vogliamo sentire il loro fragore. Bum!!!

Per tutte le ulteriori informazioni

potrete scriverci anche via mail a: unpratodifiabe@associazionemarginalia.org

oppure inviateci un Messenger sulla pagina facebook del Prato

Alla fine del Contest realizzeremo un libro che si sfoglia con tutte le opere ricevute e pubblicato per tutti su questa stessa pagina.

Una raccomandazione: il gioco sarà un allenamento per la prova più importante che vi aspetta: il Concorso! Per cui …. Divertitevi e se vi va partecipate numerosissimi al concorso Un Prato di Fiabe 2021 il regolamento per autori e illustratori al Concorso Un Prato di Fiabe edizione nazionale 2021 potrete scaricarlo anche da qui:

Ma lo avete visto chi c’è nella giuria del Prato di Fiabe quest’anno?

GIURIA AUTORI: collegati alla pagina facebook del Prato di Fiabe e scopri di più in merito alle notizie sui giurati

Presidente: Fabio Leocata, Caporedattore Librì Progetti Educativi e scrittore per ragazzi. Collegati sulla nostra pagina facebook per avere più informazioni su fabio Leocata https://www.facebook.com/UnPratoDiFiabe/

Giurato: Carlo Cuppini, libraio, redattore editoriale e organizzatore culturale. Da ragazzo ha scritto un romanzo ispirato a Giordano Bruno, che è arrivato in finale al premio Campiello Giovani. Collegati sulla nostra pagina facebook per avere più informazioni su Carlo Cuppini https://www.facebook.com/UnPratoDiFiabe/

Giurato: Andrea Bassani, Scrittore e poeta. Collegati sulla nostra pagina facebook per avere più informazioni su Andrea bassanihttps://www.facebook.com/UnPratoDiFiabe/

GIURIA ILLUSTRATORI: collegati alla pagina facebook del Prato di Fiabe e scopri di più in merito alle notizie sui giurati.

Presidente: Emo Risaliti, Graphic Designer Dal 1980 si occupa di immagine coordinata, di packaging, di manifesti e strumenti di comunicazione per iniziative culturali e sociali. Collegati sulla nostra pagina facebook per avere più informazioni su Emo Risaliti https://www.facebook.com/UnPratoDiFiabe/

Giurato: Mario Gomboli, illustratore editore. Autore di fumetti dalla fine degli anni ’60 per “Tilt”, “Corriere dei Ragazzi”, “Il Giornalino”, “Pif Gadget” e soprattutto “Diabolik”, di cui nel 2000 è diventato direttore e editore. Collegati sulla nostra pagina facebook per avere più informazioni su Mario Gomboli https://www.facebook.com/UnPratoDiFiabe/

Giurato: Mario Papalini, editore…Collegati sulla nostra pagina facebook per avere più informazioni su Mario Papalini https://www.facebook.com/UnPratoDiFiabe/

ECCO I CLICK DEI PARTECIPANTI ALLA PRIMA TAPPA DEL CONTEST

UN SENTIERO NELLA GIUNGLA

qui di seguito pubblichiamo per la settimana che va dal 7 al 14 aprile tutti i vostri CLICK:

“Un vulcano è una donna, nè giovane nè vecchia, nessuno sa la sua età, lei è sempre stata li, silenziosa ma presente, viva, forte.Quando  parla agli uomini organizza un vero e proprio spettacolo, un circo fatto di storie lontane e antiche, degli uomini che l’hanno sfidata, alza un coro di voci di tutte le creature conservate nel fuoco. Lo spettacolo inizia con il buio, come quello di un teatro, le nuvole bruciate dal fumo si colorano di nero e l’umanità immobile si ferma ad ammirare.”

Angelo Pacifico

ANGELO PACIFICO di Taranto

illustrazione di Angelo Pacifico

LUISA SCOPIGNO di Firenze

illustrazione di Luisa Scopigno

DILETTA SETTESOLDI di Campi Bisenzio FI

Vulcano era uno gnomo che era rimasto imprigionato sotto la superficie

per un’anomalia quando fu creato l’universo e tutti gli esseri

viventi. Lui, chissà perché, era rimasto lì, senza una via di uscita,

come un seme gettato nella terra.

VIRGINIA GORINI di Prato

illustrazione di Virginia Gorini

EVELINE BENTIVEGNA di Zurigo

illustrazione di Evelina Bentivegna

CLAUDIA DEL CURTO di Fano PU

illustrazione di Claudia del Curto

STEFANIA RAI di Castel San Giovanni-Piacenza 

Il mio vulcano è la Dea Pele che danza la Hula e rompe il silenzio della notte. La Sua Forza è nella naturalezza con cui sprigiona il suo Cuore Infuocato. 
Stefania Rai

STEFANIA FRANCHI

Ilustrazione di Stefania Franchi

CATERINA BORSCI

Dorme la natura nella quiete invernale e il freddo cova vita nuova.

Irrompe con forza primavera: esplosione di profumi,

scintille di colori nel cielo.

D’estate colate di giallo e arancio ovunque si perda lo sguardo.

Poi il sole si acquieta  e piano torna a dormire nel breve tepore del giorno autunnale.

GIGLIOLA FERRARI

Mi avvicino con cautela, controllando il mio cammino, piccole faville mi bruciano l’ombrello d’incerato con cui mi copro, devo continuare a camminare fino a quando il caldo mi sommergerà.

La pietra dei ricordi è nascosta ai piedi del vulcano ed io sono vicino a poterla avere nelle mie mani.

Mi circondano le liane, mi soffocano nel respiro infuocato di gorilla impauriti. Mi fermo e guardo ai miei piedi, finalmente l’ho trovata.

disegno di Gigliola Ferrari

MARIA CRISTINA SERMANNI di Firenze

Amore dirompente che esplode nel mio cuore con la forza di un vulcano e come un vulcano mi rende incandescente, calda, pericolosa.

Un amore che conosce la forza della vita, della natura sommersa, la forza della creazione; un amore pieno, vitale come la lava che fuoriesce dal vulcano e scende a valle senza fermarsi, implacabile, poderosa, bellissima.

MIMMA COLASANTI di Prato

Il vulcano è traccia di qualcosa di antico e profondamente vivo. 

E’ come un dio pagano dal temperamento furioso e imprevedibile, ma capace di essere nido o morbida culla per un seme portato dal vento. 

Un emblema posto a ricordare la precarietà degli uomini.

LARA DALLA RIVA di Montebelluna ( Treviso)

Ho voluto interpretare la prima tappa nella giungla arrivando al Vulcano dell’entusiasmo perchè questa è la Giungla delle emozioni

Vulcano=Forza ma anche entusiasmo

L’entusiasmo fra tutti i sentimenti è il più bello perchè il più generoso. L’entusiasmo è un moto d’animo contagioso che crea gioia e non chiede niente. Chi riesce ad entusiasmarsi anche in tempi di crisi ha un passaporto per il futuro che lo porterà ovunque

Lara Dalla Riva

LAURA TAVAZZI di Milano

illustrazione di Laura Tavazzi

STEFANIA STRANO di  LodiVecchio, provincia di Lodi

illustrazione di Stefania Strano

MARINA BASSI

illustrazione di Marina Bassi

DHYANA STELLA TARLINDANO da Venezia

illustrazione di Dhyana Stella Tarlindano

MANUELA CORDIOLI di Pergine Valsugana

Illustrazione di Manuela Cordioli

RITA MASI di Pistoia

illustrazione di Rita Masi

ROBERTA FALCIANI

illustrazione di Roberta Falciani

MONIA NANNINI di Prato
Illustrazione di Monia Nannini

DILETTA SARTORIO di Novara

illustrazione di Diletta Santoro

Pubblichiamo Per la Prima tappa ( VULCANO = Forza) una coppia fantastica che ha deciso di partecipare con questo divertente abbinamento di storia e Immagine I DUE PROTAGONISTI SONO:

l’Autrice SIMONA SGHERRI e l’Ilustratore MARCO MILANESI

QUESTA è LA LORO TAPPA N 1°

Vivere in un vulcano per noi non sarebbe salutare ma per gli abitanti di Lavico lo è. Aria ricca di gas altamente cancerogena alla quale si sono così ben adattati da divenirne immuni e non solo; possono camminare sulla cenere incandescente e con le mani prendere lava appena eruttata. Così fabbricano oggetti preziosi, creazioni artistiche e artigianato di pubblica utilità. Se per caso passate di là, fermatevi! Lavico si trova 1 chilometro sotto il vulcano Lavi, sull’isola Magmi, nell’oceano Laviniano, pianeta Erut, terza galassia; buon viaggio!Simona Sgherri

Illustrazione di Marco Milanesi

TAPPA N. 2

dell’Autrice SIMONA SGHERRI e l’Ilustratore MARCO MILANESI

Iersera sul corriere c’era il seguente comunicato: “Il pianeta Terra cerca ogni tipo di aiuto per spengere gli incendi che stanno distruggendo le foreste pluviali”. La notizia è volata per tutto l’universo, fino al vulcano Pirox. L’allegra popolazione di piroclastici, esseri viventi di varie misure che variano da pochi centimetri a qualche metro hanno offerto collaborazione. A poche ore dal loro intervento sono già stati spenti decine di roghi, loro possono vedere al buio, muoversi nel fuoco e respirare tranquillamente fumo, sono resistenti e anche coraggiosi! La Terra comunica: “Grazie amici”.

Simona Sgherri

illustrazione Marco Milanesi

MARIA PIA MASIERO di Feltre (BL)

illustrazione di Maria Pia Masiero
ALESSANDRA GIANCRISTOFARO, di Parabiago (MI)
illustrazione di Alessandra Giancristofaro

Un vulcano, a volte, è un cono all’ ingiù Il gelato dalle viscere sale e va su, Freddo gelato denso e goloso Cola lento sui bordi ed esce copioso, Trovane uno e prova ad assaggiare Quel magma goloso dal sapore stellare!”

TERZA AGNOLETTI di lastra a Signa FI

Vulcano era il bambino che con i pastelli creava mondi fantastici e bizzarri, che inventava storie sempre più belle. Cercarono di spegnerlo, ma riuscì a iscriversi al Liceo Artistico, mentre la madre lo voleva geometra. Architetto, scrittore e pittore, insomma un vulcano:  mio nipote.

Terza Agnoletti

ELENA ROSSI di Rovereto, Trentino Alto Adige

Dopo mille anni che non spargeva la sua forza in tutto il pianeta, decide di riprendere il suo potere. Basta immondizia sul suo bel mantello, diventato verde perché l’erba si è ripresa il suo spazio. Rivuole il suo mantello scuro di lava incandescente: rossofuoco, giallosole e arancioacceso solidificato. Brucia gli errori ma non perdonerà più chi non rispetta la Natura.

Elena Rossi con la partecipazione di Giada Mattei (mia figlia).

LAURA FARINA di Chieti
illustrazione di Laura Farina

SOMETTA FORMENTIN di Padova

1° tappa -vulcano= forza…..anche la saggezza di questo vecchio vulcano che  ogni tanto si   vuole far sentire !!!

                                      grazie da Simonetta

Questa Illustrazione è di Simonetta Formentin

MARTA GELSUMINI di Prato

Illustrazione di Marta Gelsumini

Illustrazione della Piccola MARIA HELENE NDIAYE di otto anni

Maria Helene Ndiaye con la sua illustrazione

SILVIA ABBATI di Parma

Nel paese dei vulcani ribollenti nascono solo bambini incandescenti: al posto delle mani hanno  braci ardenti e al posto degli occhi stelle cadenti. Quando si radunano attorno a un cratere questo è quello che puoi vedere: Lapillo con un cucchiaio gigante mescola la minestra fumante, poi porge una scodella ai suoi amici ed esclama: “Perbacco se qui siam felici!”.

Silvia Abbati

MARINA BASSI di Verona

Illustrazione di Marina Bassi

SABRINA GINOCCHIO di Vigasio (VR) anninata all’illustrazione di

LETIZIA CAMILLETTI di Vigasio VR

Dall’alto vi osservo, siete proprio piccoletti. Sieti lì fermi adagiati sul fondo ad assorbire il calore. Il caldo aumenta, ma voi rimanete ancora immobili. Vi tengo d’occhio, so che l’attesa non sarà lunga. Ecco uno si muove, poi un altro, un altro ancora, piano piano iniziate tutti a saltellare.  All’improvviso inizia l’esplosione: POP-POP-POP che meraviglia il pop-corn che scoppia!

Sabrina Ginocchio

Illustrazione di Letizia Camilletti

DILETTA RICCI di Prato

Diletta Ricci e la sua illustrazione

ROMINA ANTONELLO  da San Martino di Lupari (Pd)

Vulcano era il nome di un’ emozione , che spaventava tanto le persone, venne percio’ rinchiusa dentro una montagna per contenere la sua irruenza. La forza dell’emozione non si puo’, contenere e così Vulcano eruttò dimostrando che la natura si riprende sempre i suoi giusti spazi .

Romina Antonello

CRISTINA SPAGARINO di Torino

Illustrazione di Crstina Sparagino

RACHELE BENEDINI di Verona

L’illustrazione di Rachele Benedini

IRENE IORNO di Perugia

UMBERTO ROSSI di Campi Bisenzio (FI)

Grande è lo spavento della Vulcanessa Askia quando il figliol suo, il vulcanetto Citrullo, per la prima volta la chiama, adorante, volge le braccia alla fonte dell’amor suo e grida a gran voce la prima parola!
E lesta si scuote la mamma dormiente che subito erutta in chioma, la lava di luce lucente!

questa illustrazione è di Umberto Rossi

VALENTINA LOCOROT di Varese

Disegno di Valentina Locorot

LUCIA CRISTINA TAMENI di Calcinato (Brescia)

Conosco un vulcano forte davvero che sa illuminare il tuo cielo più nero.
Si accende, sfavilla, travolge all’istante col suo buonumore di energia scoppiettante. Trasborda di idee, entusiasmo, passioni, la sua lava ti avvolge di forti emozioni.
Ma che fortuna per chi ha in un’amica un vulcano così!

GIULIA BITOSSI di Vinci Località Sovigliana (FI)

Il Re Vulcano piange lacrime di fuoco e,arrabbiato, scaglia lapilli incandescenti. Si è innamorato della Luna, ma lei lo guarda indifferente dal suo trono stellato.

Rassegnato, piano piano si quieta e, dalla terra nutrita dalla sua cenere, spuntano fiori…la Luna sorride. Sa che sono per lei…

FRANCESCA SCHWEIGER ( altrimenti detta Rimalibra), Lima , Perú

Pura energia  nella GIUNGLA del gioco,

lapilli, scintille, basta nulla e prendo fuoco.

Magma ribolle, nel mio petto, proprio al centro

sento esplodere la forza  della rabbia che ho dentro.

Poi l’incendio si scioglie, cola lungo le sponde

lenta lacrima calda come  lava che scende

se mi stringi, sorridi, mi prendi per mano

e mi dici che sono il tuo bimbo VULCANO.

VANIA BORTOT di Ponte nelle Alpi (BL)

La crosta del suo petto era molto dura, come roccia di montagna.

Custodiva le lacrime dei rimpianti e dei sogni spezzati che ribollivano come lava di vulcano.

Esplose, tutto in un sol istante.

Furono caldi fuochi d’artificio e la paura svanì, lasciando il posto ad un rinvigorito coraggio.

ANTONELLA IACOPOZZI di Cavriglia (Arezzo)

Illustrazione di Antonella Iacopozzi

ECCO I CLICK DEI PARTECIPANTI ALLA SECONDA TAPPA DEL CONTEST

UN SENTIERO NELLA GIUNGLA PALMA= ARMONIA

qui di seguito pubblichiamo per la settimana che va dal 14 al 20 aprile tutti i vostri CLICK:

Ecco il primo click arrivato da LAURA FARINA di Pergine Valsugana

Questo il click per la seconda tappa di Un Sentiero nella Giungla”

di MANUELA CORDIOLI di Pergine Valsugana

Un Sentiero nella Giungla, secondo click

di EVELINE BENTIVEGNA di Zurigo

Microstoria per la 2 Tappa del “SENTIERO NELLA GIUNGLA

di MIMMA COLASANTI di Prato

ARMONIA E BELLEZZA

Il limpido cielo solcato solo da qualche nuvola pigra.

Una lieve brezza muove il prato spettinato, dove una mano generosa ha seminato migliaia di piccoli fiori.

Un tripudio di colori accarezza lo sguardo. Dal giallo intenso del tarassaco, al blu trasparente della borragine, al lilla della scabiosa, al rosso sangue dei papaveri.

L’ombra amica di una maestosa quercia, un libro, le voci gioiose dei bimbi che giocano.

Oubblichiamo l’illustrazione di RITA MASI di Pistoia

Rita Masi

GIUNGLA = ARMONIA questa è la microstoria di

CATERINA BORSCI di Teramo

Un fresco e leggero mormorio è il susseguirsi delle onde in riva al mare

mentre la bianca spuma si infrange lentamente a riva.

Non è un miraggio nel deserto ma una vera oasi di pace e armonia:

seduta all’ombra di una palma, nella calura estiva, guardo il mare

ed è qui che approda ogni pensiero.

Pubblichiamo l’idea di Armonia per la tappa del gioco PALMA = GIUNGLA

di ROMINA ANTONELLO di San Martino di Lupari PD

In un’ isola tropicale vive una palma che danza in armonia. Crea intorno a sé bellezza ed a guardarla regala pace interiore e leggerezza. Dona benessere a tutti ed è lì che vorrei essere.

ALESSANDRA GIANCRISTOFARO di Parabiago

Il tema dell’armonia è l’Acqua

Alessandra Giancristofaro

La classe 3 C della scuola primaria Puccini, si unisce in questo lavoro collettivo, collaborando insieme, tante idee e spunti stimolanti, hanno dato vita a questa storiella ironica e simpatica .

3 C PUCCINI: insegnante Simona Sgherri

La palma Ola viveva sul bordo di un laghetto, la sua caratteristica erano le foglie, così enormi che i bambini le usavano come scivoli. Per molti anni Ola visse lì, poi un mattino un airone rosa le si posò accanto, lei lo ammirò e incuriosita cercò di imitare il movimento delle ali con i suoi grandi rami. Riuscì così a sollevarsi dal terreno, le grandi foglie le permisero di volare in alto nel cielo. Ola viaggia sul mare seguendo i gabbiani ma ogni anno torna al laghetto per far scivolare i bambini sulle sue ali, ops! foglie.

LAURA TAVAZZI di Milano

Laura Tavazzi

MARCO MILANESI e SIMONA SGHERRI di Prato
Marco Milanesi

Fra tutti i coccodrilli dei Caraibi, Ivo era il più strano, non cacciava mai, nuotava poco, insomma si faceva prendere dalla pigrizia. Sotto la palma Vitti si appartava spesso per leggere e fantasticare. Lei con i suoi rami ricchi di foglie gli offriva un fresco riparo e non poteva fare a meno di guardarlo con profonda ammirazione. Un giorno Ivo e Vitti iniziarono a parlare e piano piano le voci divennero un’armonia che li unì per sempre in un sogno d’amore.

Simona Sgherri

Illustrazione di Marco Milanesi

SILVIA ABBATI di Parma

Ehi riesci a sentirmi? Certo che riusciva a sentirla. Ma Paolo preferiva non rispondere. 

Lentamente si girò dall’altra parte. 

Piccoli riverberi di luce rosa attraversavano la sua stanzetta e un caldo tepore lo avvolgeva dolcemente.

Socchiuse gli occhi.

Era tutto così perfetto!

È ancora presto per nascere, pensò.

E sorridendo continuò a farsi cullare da quel meraviglioso mare.

Silvia Abbati

SIMONA SGHERRI di Prato

In Polinesia è la palma Foinì, assai ricercata perché dalle sue noci di cocco esce un succo benefico. Ogni anno centinaia di persone giungono da lei per guarire da malattie gravi o trovare sollievo alle loro pene. Il 13 luglio si festeggia la felicità ritrovata, per l’occasione migliaia di persone si radunano intorno a Foinì portando doni e nella notte appare in cielo un enorme astro scintillante che brillando accende tutti i cuori.

Simona Sgherri

SIMONA SGHERRI di Prato

C’era una palma di nome Nica che era stanca di vivere nel giardino pensile in pieno centro città. Sciupata e mezza appassita fuggì, le sue lunghe radici le permisero di correre veloce e arrivare all’isola dei suoi sogni. Lì si scelse un angolo di paradiso dove accarezzata dalla brezza marina e coccolata dai raggi del sole riprese forza e dignità. Oggi è alta sei metri, sinuosa nelle curve dei suoi rami, elegante e soprattutto gonfia di dolcezza nell’animo.

Simona Sgherri

UMBERTO ROSSI di Campi Bisenzio FI

presenta la sua Microstoria e la sua Illustrazione

PALMARMONIA: nessuna distanza può separare il bene dal bene.
La draghetta Letizia adesso danza di gioia! Non è nata da un uovo ma da una noce di cocco, 
e ha ritrovata, fra le palme, la sua dolce armonia mentre il mare accarezza l’amata spiaggia 
e l’arcobaleno abbraccia, colorandolo, il mondo.

Illustrazione di Umberto Rossi

Riparte anche per questo 2021 il Concorso UN PRATO DI FIABE XXI Edizione

Il Concorso è aperto a tutti gli autori e gli illustratori Italiani ed italiani residenti all’estero.

Quest’anno il Prato di Fiabe ha una grande novità per gli autori. Gli stessi non dovranno inviare una fiaba a tema libero ma attenersi al tema di cui quest’anno intendiamo parlare cioè

“GIUNGLA”

La nostra Giungla è una foresta immaginaria, nel più ampio dei significati.

Con Giungla si intende fermento, innovazione, rivoluzione. Ovunque ci sia spazio alla creatività e all’immaginazione, là c’è Giungla.

Guardatela come un prisma.

Da un punto di vista materiale, Giungla può essere un intrico umano, animale, vegetale.

Oppure da un punto di vista ambientale Giungla è una città, un oceano, lo spazio cosmico.

Ed infine da un punto di vista emozionale, Giungla può essere un groviglio di pensieri, sensazioni, sentimenti.

Altri punti di vista li lasciamo scegliere a voi, basta che siano nuovi, originali, contemporanei.

Vogliamo principesse con le scarpe da ginnastica, principi a cavallo di uno scooter, incantesimi fatti con il computer. 

Vogliamo un mondo di fiabe dove tutti possano ritrovarsi.

E che GIUNGLA sia…!!!!

Gli AUTORI che intenderanno partecipare

ad Un Prato di Fiabe, dovranno scaricare il bando di concorso e la scheda di Iscrizione Liberatoria. Dovranno attenersi ai vari punti descritti nel bando, quindi inviare la propria opera entro il 30 giugno 2021 alla segreteria del concorso unpratodifiabe@associazionemarginalia.org

Tutti gli ILLUSTRATORI che intenderanno partecipare

ad Un Prato di Fiabe, dovranno scaricare il bando di concorso e la scheda di Iscrizione Liberatoria e attenenrsi ai vari punti descritti nel bando. Ogni illustratore potrà inviare le proprie opere entro il 30 giugno 2021, alla segreteria del concorso unpratodifiabe@associazionemarginalia.org: Per la prima selezione da parte della giuria. Gli organizzatori in seguito, affideranno ai dodici illustratori finalisti, una delle fiabe finaliste al Prato di Fiabe 2021, da illustrare (con una tavola riassuntiva e un particolare). Una volta che le illustrazioni delle fiabe affidate ai vari illustratori saranno pervenute, la giuria si riunirà nuovamente per decretare tra questi i tre illustratori sul podio e nove segnalati. Tutto il regolamento è ben descritto nel bando di concorso che vi invitiamo a leggere con attenzione.

SCARICA IL BANDO PER AUTORI E ILLUSTRATORI

AUTORI: scarica il Modulo di Iscrizione e Liberatoria da allegare all’opera che invierete:

Liberatoria per i minorenni da scaricare e da allegare all’opera che invierete:

Per comunicare con la nostra segreteria, scrivere a: unpratodifiabe@associazionemarginalia.org

Seguiteci anche su Facebook: https://www.facebook.com/UnPratoDiFiabe/

e su Instagram https://www.instagram.com/unpratodifiabe/?hl=it 

LE OPERE DOVRANNO PERVENIRE VIA MAIL COME RICHIESTO NEL BANDO ENTRO E NON OLTRE IL 30 GIUGNO 2021

l’illustrazione di copertina è di Massimo Alfaioli coordinatore del Prato di Fiabe

Care amiche ed amici, vi aspettiamo fiduciosi a questa nuovissima edizione del Prato di Fiabe che quest’anno compie ventun anni. Un traguardo importante per tutti noi che con entusiasmo vogliamo condividere con ognuno di voi.

Seguiteci con fiducia anche sui social per le prossime notizie riguardanti le tantissime attività che quest’anno sono previste per il PRATO DI FIABE

Facebook: https://www.facebook.com/UnPratoDiFiabe/

instagram: https://www.instagram.com/unpratodifiabe/?hl=it 

VI ASPETTIAMO!!!!!!

e che giungla sia!!!!

Locandina di Massimo Alfaioli illustratore e coordinatore del Prato di Fiabe

San Frediano, gli Artigiani del quartiere più cool del mondo è una passeggiata nelle botteghe artigiane in uno dei luoghi più più antichi di Firenze ed eletto dalla celebre rivista “Lonely Planet” a quartiere più cool del mondo

SABATO 27 MARZO ORE 16

Ritrovo in P.za Nazario Sauro ore 15,50 che si trova, attraversato l’Arno su Ponte alla Carraia di là d’Arno subito davanti a voi dopo il semaforo.

Durata del percorso 2 ore

Percorso semplice adatto a tutti

Quota di partecipazione € 11,00 a persona

POSTI LIMITATI

PRENOTAZIONI OBBLIGATORIE inviano un whatsapp al 3664475991 oppure inviando una mail a : visiteguidate@associazionemarginalia.org

Qui in San Frediano, tradizione e modernità si mescolano alla perfezione, creando un luogo unico e inimitabile. Lo storico rione Diladdarno, come viene chiamato in Toscana, è riuscito a superare Seoul e Dubai. Ma anche New York, che ha visto il suo Sunset Park arrivare solamente settimo.

A conquistare chi viene qui anche perle persone locali, è soprattutto l’anima hipster di Borgo San Frediano. Infatti sembra sposarsi alla perfezione con il passato artigiano di Firenze. Fra stradine strette e piccoli locali, qui si respira un’aria particolare e unica.

Non è un caso che anche noi di Marginalia abbiamo voluto recuperare la parte antica della vita di questo quartiere per condividerla con chi vorrà trascorrere con noi un bel pomeriggio tra bellezza e tradizione.

DOMENICA 28 MARZO ORE 16,00 L’Associazione Culturale Marginalia, propone una passeggiata alla scoperta dei tabernacoli in Oltrarno spesso dimenticati, a volte restaurati, spesso sconosciuti.

Ritrovo in Piazza Santo Spirito Ore 15,50 angolo via Sant Angostino dove c’è la statua di Cosimo Ridolfi.

Necessario l’utilizzo delle mascherine

Tutti i partecipanti saranno microfonati

Durata del percorso un’ora e 30 ca

Quota di partecipazione comprensiva del servizio radio con auricolari usa e getta € 11,00 a persona.

Se qualcuno di voi fosse munito di auricolari del telefono, quelli con la spina tonda, vi saremo grati di portarli.

PRENOTAZIONI OBBLIGATORIE scrivendo un whatsapp al 366 4475991

oppure inviando una mail a: visiteguidate@associazionemarginalia.org

Il percorso proposto

ha il valore della conoscenza di queste opere. Siamo convinti che l’identità della città sia preservata anche salvando esempi di “public art”. Ossia arte pubblica, fruibile da tutti poiché non conservata in un museo. Proprio perché collocati all’aperto però, i tabernacoli, hanno bisogno di una cura maggiore. Affinché possano continuare a raccontare il valore culturale di Firenze anche nel futuro. Per questo siamo felici di proporvi questi itinerari. Già gli antichi romani collocavano lungo le strade tempietti con immagini sacre protettrici della casa o dei viandanti. L’usanza continuò anche dopo l’affermarsi del Cristianesimo.

A Firenze, in particolare,

questa forma di architettura religiosa ebbe forte importanza a partire dal 1200, per effetto della lotta contro gli eretici patarini: i cattolici, sotto la guida di Pietro da Verona, combattevano l’eresia non solo con la predicazione, ma anche ponendo immagini sacre agli angoli delle strade, sulle case, sulle botteghe e sugli edifici pubblici. Le immagini all’inizio erano mobili e raffiguravano quasi esclusivamente la Madonna, ma ben presto divennero fisse e già agli inizi del 1300 ritraevano molti soggetti diversi. Davanti a questi tabernacoli si tenevano spesso funzioni religiose, e una volta terminate le preghiere venivano accesi dei lumini che testimoniavano anche di notte la fede degli abitanti – e illuminavano le strade. Durante la peste del 1348 alcuni tabernacoli furono provvisti di un vero e proprio altare: per diminuire i rischi di contagio si preferiva celebrare la messa all’aperto anziché dentro le chiese.