Parte la XX Edizione di Un Prato di Fiabe 2020

con il Patrocinio del Comune di Prato, del Comune di Carmignano, del Comune di Poggio a Caiano, della testata Giornalistica Il Tirreno, della Regione Toscana

Quest’anno aperto a tutti gli autori e gli illustratori non solo Italiani ma anche stranieri con una nuova categoria per racconti brevi.

Le categorie PER GLI AUTORI ( sia per le fiabe, sia per i racconti) saranno tre:

1) Sezione autori adulti (fiabe e racconti)

2) Sezione scuole (fiabe e racconti) – questa sezione è dedicata ai lavori di gruppo nelle classi scolastiche coordinati da un insegnante

3) Sezione bambini e ragazzi (fiabe e racconti) – questa sezione è dedicata a bambini e ragazzi che vogliono partecipare individualmente

Anche per la categoria ILLUSTRATORI saranno tre:

1) Sezione illustratori adulti

2) Sezione Scuole – questa sezione è dedicata ai lavori di gruppo per le classi scolastiche coordinati da un insegnante

3) Sezione Bambini e Ragazzi – questa sezione è dedicata a bambini e ragazzi che vogliono partecipare individualmente

SCARICA IL BANDO PER AUTORI

SCARICA IL BANDO PER ILLUSTRATORI

Scarica la Liberatoria da allegare all’opera che invierete:

Scarica la Liberatoria per i minorenni da allegare all’opera che invierete:

Per comunicare con la nostra segreteria, scrivere a: unpratodifiabe@associazionemarginalia.org

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LE OPERE DOVRANNO PERVENIRE VIA MAIL COME RICHIESTO NEL BANDO ENTRO E NON OLTRE IL 30 GIUGNO 2020

l’illustrazione di copertina è di Alice Pieroni di Fano

Se vuoi saperne di più sulla passata edizione clicca qui: https://www.associazionemarginalia.org/un-prato-di-fiabe/

UN PO’ DI STORIA

Le fiabe così come i racconti fantastici, come i sogni sono spesso la via principale per accedere ai contenuti dell’inconscio collettivo. Sappiamo tutti che sono nate intorno ai focolari casalinghi o ai fuochi dei bivacchi, dove le famiglie e le persone si riunivano in attesa della sera che spesso faceva sorgere paure e timori legati al buio della notte.

Spesso i migliori narratori divenivano popolari raccontando storie che via, via si arricchivano di particolari e situazioni, passando di bocca in bocca che venivano poi adattate alle situazioni o ai luoghi dove erano raccontate.

E’ partendo da questa riflessione che venti anni fa abbiamo dato vita ad Un Prato di Fiabe il concorso letterario  e per illustratori che parla di fiabe e da quest’anno per la sua ventesima edizione aperto anche alla sezione racconto breve.

Il tutto per dar voce ad autori e illustratori che volessero confrontarsi con altri partecipanti indipendentemente dall’aver pubblicato o meno, le loro opere.

In tutti questi anni si sono avvicinati al Prato di Fiabe  nomi importanti della letteratura per l’infanzia, da Paola Zannoner, a Marcello Argilli, Lucia Tumiati, Pier Francesco Listri, Matteo Faglia e tanti altri.

Per l’illustrazione abbiamo avuto la partecipazione di Silver, Sergio Staino, Altan, Emanuele Luzzati, Nicoletta Costa, Ro Marcenaro, e tanti altri quali padrini e madrine della manifestazione.

Per questa ventesima edizione ci aspettiamo grande partecipazione da parte di tutti voi cari amici. Un Prato di Fiabe è una grande famiglie dove il confronto è solo voglia di crescere e migliorarsi insieme. In Bocca al lupo a tutti e via alle iscrizioni.

In Cento Righe Rdiione nazionale 2020

concorso letterario biennale, organizzato

dall’ Associazione Culturale Marginalia

con il Patrocinio del Comune di Prato – media Partner RadioCanale7

TERZA EDIZIONE

Dopo il successo delle precedenti Edizioni, del 2016 e del 2018, Marginalia indice per il 2020 la III Edizione del concorso per racconti brevi, In Cento Righe.

Questo è stato possibile anche grazie alla collaborazione di professionisti del calibro dello scrittore Marco Vichi, l’attrice Daniela Morozzi, il Consulente editoriale Matteo Faglia e il professor Davide Casarosa.

I Finalisti del concorso, ( dieci in totale) riceveranno:

una motivazione letteraria personalizzata della giuria.

L’interpretazione in audio lettura eseguita da attori professionisti con diffusione radiofonica, web radio.

La realizzazione cartacea di una raccolta dei 10 racconti finalisti

In Giuria:

Il consulente editoriale Matteo Faglia  (presidente) https://www.linkedin.com/in/matteo-faglia-4822654b

L’attrice Daniela Morozzi  (giurata) https://it.wikipedia.org/wiki/Daniela_Morozzi

Lo scrittore Marco Vichi  (giurato) http://www.marcovichi.it/

il professore Davide Casarosa (giurato)

Media Partner per l’iniziativa RADIO CANALE 7 radio web

Radio Canale 7 si può ascoltare in streaming su radiocanale7.it, in tv sul canale 710 del digitale terreste e sulle piattaforme mobili con le appilcazioni tunein.

Il termine ultimo per partecipare al Concorso è il 30 giugno 2020

Tutti gli elaborati dovranno pervenire alla seguente mail:

concorsiletterari@associazionemarginalia.org

Potrete scaricare il regolamento cliccando sulla scritta Regolamento

Potrete scaricare la scheda di Iscrizione Liberatoria cliccando sotto

Per tutte le ulteriori informazioni, potrete contattare la segreteria del Concorso scrivendo a:

concorsiletterari@associazionemarginalia.org

OPPURE a:

info@associazionemarginalia.org

Edizione 2018
Edizione 2016

IL GIARDINO DEI SEMPLICI DI FIRENZE

DATA DA DEFINIRE

Nelle nostre città si parla spesso di meravigliosi giardini, a Firenze per esempio si parla sempre del maestoso Giardino di Boboli, ma senza togliere niente a Boboli anche a Firenze ci sono molti altri Giardini che vale la pena visitare, uno di questi è sicuramente il Giardino dei Semplici.

Si trova nel cuore di Firenze, ed  è il terzo Orto Botanico del mondo per antichità, dopo quello di Pisa e di Padova.

Questo giardino fu una delle grandi opere volute dai Medici; in modo particolare da Cosimo I. Fu lui a volerlo, visto che nel XVI secolo l’interesse per lo studio del mondo naturale stava crescendo sempre più.

Fondato il primo dicembre del 1545, disegnato da Niccolò Tribolo e curato nella scelta delle piante dal medico e botanico, Luca Ghini, copre una superficie di circa 2 ettari e mezzo con alberi ad alto fusto e specie erbacee nelle aiuole del giardino detto dei semplici, cioè delle piante medicinali.

Nel 1800 il Giardino dei Semplici era luogo di ritrovo cittadino, il primo custode, o Semplicista, fu Luca Ghini cui seguirono Cesalpino, Micheli, mentre il cardinale Gian Carlo de’ Medici vi teneva feste notturne. Nel 1753 passò all’Accademia dei Georgofili e fu rinnovato con lo sciagurato taglio di alto fusti, da Ottaviano Targioni Tozzetti.

Le piante erbacee sono coltivate prevalentemente in vaso, sia in serra che all’aperto; le serre calde sono dotate di riscaldamento autonomo e controllato, e in alcune è allestito un fitotrone: con questo apparecchio costituito da una serie di camere ad aria condizionata sono riprodotti artificialmente climi e situazioni meteorologiche diverse per lo studio e la sperimentazione botanica.

Le collezioni sono incrementate ogni anno con nuove specie e gli esemplari vecchi sono rinnovati; le missioni organizzate nei luoghi di origine, sia in Italia che all’estero, sono una delle attività principali dei ricercatori e tecnici che lavorano all’Orto. Spesso sono anche richiesti agli altri Orti Botanici, i semi di piante su cui fare ricerca dal vivo. Ogni pianta è stata inserita in un elenco numerato con il nome scientifico della specie, 

Oltre al maestoso e antico Taxus baccata, velenoso e dioico, sono di rimarchevole importanza: l’esemplare di Quercussuber di dimensioni eccezionali, con tronco avvolto da un mantello di sughero di notevole spessore; la Metasequoia glyptostroboides, scoperta in uno degli ultimi esemplari viventi in Cina nel 1941 e oggi considerata un fossile vivente; Ginkgobiloba, l’unica specie rimasta delle Ginkgoaceae, con foglie caduche dalla singolare forma a ventaglio, pianta dioica che nel Giardino dei Semplici è presente sia nella forma maschile che femminile.

Altri alberi qui presenti sono meta di studiosi e visitatori da tutto il mondo sono: il cipresso calvo (Taxodium distichum) originario degli Stati Uniti sud-orientali, che vive in ambienti paludosi con radici superficiali e particolari strutture dette pneumatofori che trasportano l’aria alle radici sommerse; Zelkova serrata, nativa del Giappone e della Corea, che può raggiungere i 35 metri di altezza e apprezzata per il legno utilizzato in ebanisteria e la colorazione autunnale delle foglie.

E per concludere torniamo al nome: deriva dalla parola latina medicina simplex che indicare le piante che potevano essere utilizzate per scopi medicinali.

Il Giardino dei Semplici oggi è una sezione del museo di Storia Naturale dell’Università degli Studi di Firenze.

Noi di Marginalia vorremo andarci insieme a voi

Per parlarvi della parte storica e dei personaggi che qui sono stati ed hanno lavorato e delle stupende piante in esso presenti raccontate da un arboricoltore,

chi è un arboricoltore? Un esperto di alberi.

Per Informazioni e Prenotazioni

Scrivere a: visiteguidate@associazionemarginalia.og

Oppure telefonare a 3664475991


Particolari del percorso all’interno del Giardino

Nuova data da definire.

L’Associazione culturale MARGINALIA e il Centro di attività
Multidisciplinare Olistica SI.AMO di Prato

Organizzano una serata d’ascolto e meditazione sul tema
MEDITIAMO CON ARTE”

La meditazione ci aiuta a mettere un po’ d’ordine in noi stessi, eliminare i pensieri superflui dare ascolto alla nostra vita per riconoscere ritrovare una maggiore consapevolezza di noi stessi, finalmente dedicarci ai nostri progetti personali che ci gratificano non nei risultati, ma lungo il nostro percorso.

Con la visione di un’opera d’arte, spiegata attraverso la sua simbologia, i suoi messaggi, potremo poi provare tutti insieme a fare una breve meditazione di gruppo, volta all’aiutarci a coltivare le nostre passioni, la scrittura, la pittura e tanto altro.

Allontanare lo stress, i pensieri negativi e gli attacchi di ansia, anche questo è il nostro obiettivo.

Corpo e mente e salute psichica che si coniugano, anche la scienza conferma i grandi vantaggi della meditazione per ognuni individuo, quindi proviamoci con fiducia.


ci troveremo nei locali del Centro SI:AMO a Prato
in via Ambrogio Traversari 21 a Prato, Loc Mezzana


Vi aspettiamo in tanti, c’è bisogno di armonia e benessere in questo particolare momento, solo così riusciremo venire fuori dalle nostre paure, i nostri timori.

Dopo la serata sarà offerta a tutti i partecipanti una tisana rilassante

Quando la stagione ce lo consentirà faremo il nostro percorso anche nei giardini, nei parchi all’aperto. Ognuno potrà portare con se una piccola coperta per sedersi sull’erba e dopo una breve introduzione al luogo da un punto di vista storico artistico mediteremo tutti insieme.



ISCRIZIONI OBBLIGATORIE
scrivendo a SI:AMO o telefonando
contatti@centrosiamo.it
Telefono: 0574 040952 – 377 0235795

Oppure scrivendo o chiamando MARGINALIA
3664475991
visiteguidate@associazionemarginalia.org

Da Porta Romana al Giardino del Bobolino, passeggiata storica

Molto spesso, nelle città d’arte e in particolar modo a Firenze, dove i monumenti, i musei, i grandi Palazzi abbondano e sono un irresistibile richiamo per turisti e curiosi, ecco che vengono tralasciati luoghi, così detti minori ma non per questo meno belli o interessanti che comunque di storia e aneddoti da raccontare ne hanno in quantità.

Così per il gusto anche di riappropriarci delle nostre città, attraverso percorsi alternativi, con Marginalia abbiamo pensato di farvi fare una bella passeggiata partendo da Porta Romana, per poi entrare nel grande Giardino della Pace davanti a quelle che un tempo furono le scuderie reali ( oggi il liceo artistico) per poi salire fino al vicino giardino del Bobolino.

Non immaginate quante storie e curiosità vi racconteremo a partire proprio dalla piccola Piazza della Calza, dove due affreschi di epoche completamente diverse ci parlano della storia della città, quindi la grande Porta con i maestosi battenti in legno ancora originali e addossata all’ultima cerchia muraria di Firenze. Quindi parleremo della Piazza di Porta Romana con la grande statua di Michelangelo Pistoletto e così fino al giardino del Bobolino.

Qui ad accoglierci, oltre alla storia del luogo, un maestoso Cedro dell’incenso un albero nativo del’America settentrionale che può raggiungere fino a 60 mt di altezza. Da noi è stato importato per scopi ornamentali e qui ne abbiamo un esempio su cui dire molto. 

Sarà piacevole passeggiare insieme durante questo inedito e curioso percorso, per dirvi quello che ancora non vi avevamo raccontato e che forse qualcuno non ricordava o non conosceva.

Presto vorremo trovarci in tanti per condividere questa esperienza .

Non mancate per questa nuovo e affascinante incontro

DATA DA DEFINIRE

PRENOTAZIOI E INFORMAZIONI :

366 4475991 – 329 3075760
 visiteguidate@associazionemarginalia.org  iniziative@associazionemarginalia.org – 

IL PROFUMATO GIARDINO DEGLI UFFIZI

Molti di voi avranno già sicuramente visitato le Gallerie degli Uffizi, alcuni magari anche più di una volta, tuttavia per la grande quantità di materiale presente, ogni volta, nei nostri percorsi mancherà qualcosa. Parliamo di quei particolari su cui sarebbe giusto soffermarsi degnamente e con l’attenzione che meritano.

Abbiamo intitolato questo nuovo percorso “IL PROFUMATO GIARDINO DEGLI UFFIZI” perché in questa occasione, anche per chi, ripetiamo avesse già visitato il museo, proponiamo un’incantevole passeggiata tra le più belle fioriture dei nostri prati e colline una vera esplosione primaverile e di rinascita, che ammireremo nei dipinti di grandi maestri.

Arricchiremo il percorso con essenze da far assaggiare ai presenti che ci richiameranno ai fiori di cui parleremo.

Il percorso sarà condotto in modo da introdurvi sia al tema del giardino e dei profumi e delle opere da un punto di vista storico ma anche botanico.

Vi aspettiamo per passeggiare in uno dei giardini più belli del mondo La Galleria degli Uffizi

Data da definire

Per prenotazioni e ulteriori informazioni scrivere o chiamare:

366 4475991 – 329 3075760
visiteguidate@associazionemarginalia.org 

iniziative@associazionemarginalia.org

Un po’ di storia

Nell’arte medioevale i simboli e i miti della tradizione pagana sono ripresi e trasformati in immagini sacre. I monasteri divengono i depositari della cultura antica, l’amanuense e il miniatore danno vita a manufatti preziosi, e per esprimere concetti, simboli religiosi, utilizzano immagini del mondo vegetale. Autentici capolavori sono i Libri d’Ore. I monaci, inoltre, trascrivono e illustrano, gli erbari del passato e più recenti, contenenti notizie sulle proprietà curative delle piante. “I fiori nel Medievo comunicavano messaggi che tutti potevano intendere perché legati ad un sapere popolare diffuso”.
La scena della Primavera, la prima allegoria-mitologica di Botticelli e la più complessa, si svolge in un giardino ricco di fiori, delimitato da un aranceto e da una siepe di mirto. Il dipinto contiene circa 500 specie vegetali, delle quali 190 fiorite e 70 ciuffi di graminacee o ciperacee. Le specie botaniche, ognuna portatrice di un significato simbolico, sono dipinte un’attenzione che rivaleggia con le opere dei fiamminghi, peraltro conosciute dal pittore.

Firenze Capitale – Data da definire

Molto spesso si dimentica che Firenze è stata capitale d’Italia e anche se solo per 6 anni, a partire dal 1864, tanto è bastato per stravolgere l’assetto urbanistico della città, allargando strade e piazze per accogliere le parate militari del neo Regno d’Italia.

Con Marginalia, abbiamo deciso di raccontarvi la sua storia con una passeggiata che partirà da Piazza San Marco, dove ci fermeremo  per un assaggio della  schiacciata dal mitico fornaio Pugi, che di panificazione se ne intende. Il tipico pane “sciocco” come si dice in Toscana e la sua schiacciata con lievito naturale olio extra vergine d’oliva e tanta passione sono gli ingredienti usati dalla famiglia Pugi che produce pane e schiacciate da quando il forno fu aperto nel 1925.

Non possiamo rinunciare all’assaggio che ci verrà preparato, visto che partiremo proprio da Piazza San Marco.

Da qui inizieremo la nostra passeggiata che vi farà conoscere la storia delle strade dei palazzi e dei monumenti che incontreremo nel tragitto che ci porterà fino a Piazza della Libertà.

Piazza della Libertà rappresenta perfettamente la mentalità del Risorgimento con la sua grandiosità stile Boulevar parigino.

Circondata da palazzi porticati dalle forme classicheggianti, s’impone con il suo monumentale arco di Trionfo all’antica Porta San Gallo, unico elemento salvato delle possenti mura cittadine abbattute per creare spazio.

Firenze in quel periodo doveva apparire moderna, ricca celebrativa, in linea con le altre città europee. La sua trasformazione fu affidata all’architetto ingegnere Giuseppe Poggi che riuscì con abilità a fondere le nuove esigenze alla tradizione rinascimentale.

Per cinque anni la città fu messa sottosopra, nacque allora il nuovo quartiere di Campo di Marte, la sistemazione del Piazzale Michelangelo e i famosi viali della circonvallazione, oggi molto trafficati ma che allora senza macchine dovevano apparire assolutamente maestosi.

Vi aspettiamo in tanti per questo inusuale e divertente percorso

Per ulteriori informazioni e prenotazioni

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366 4475991 – 329 3075760

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PONTORMO e la campagna di Carmignano

DATA DA DEFINIRE

Jacopo da Portormo, il cui vero nome era in realtà Jacopo Carducci, è oggi considerato un artista moderno ante-litteram. Fu uno dei pittori più importanti ed influenti del Manierismo del XVI secolo ma anche un anticipatore dei suoi tempi e precursore dell’arte barocca. L’arte e le opere di Jacopo Portormo ispireranno addirittura le sperimentazioni seicentesche.

Tra i maestri più celebri, a cui Jacopo Pontormo deve la sua vasta conoscenza dell’arte fiorentina, c’è addirittura Leonardo da Vinci mentre uno dei sui allievi più bravi fu il Bronzino.

La sua biografia è arrivata fino a noi grazie al ritrovamento di un suo diario personale. L’idea che ne viene fuori è quella di una artista molto malinconico.

Jacopo Pontormo fu tormentato tutta la vita da un senso di grande solitudine e abbandono, probabilmente dovuto alla sua infanzia, che lo portò a importanti sperimentazioni nell’ambito della pittura, distaccandosi nettamente dal classicismo.

Lavorerà per la famiglia Medici ed è proprio qui alla corte di una delle famiglie più importanti d’Europa che Jacopo realizza i suoi primi capolavori come il Ritratto di Cosimo il Vecchio, conservato agli Uffizi, e Leda e il Cigno, in cui si nota l’influsso di un’opera simile realizzata da Leonardo da Vinci.

Grazie al gran numero di botteghe frequentate, e alle influenze con cui si era formato, egli riuscì a sviluppare un stile individuale ed innovativo contribuendo alla formazione del Manierismo italiano.

Noi di Marginalia vi proponiamo una interessante visita nella Pieve di di San Michele e San Francesco a Carmignano per parlarvi non solo di questo luogo ma soprattutto di un’opera straordinaria dell’artista e che si trova proprio qui all’interno di questa chiesa.

Stiamo parlando della VISITAZONE che raffigura la visita di Maria, in attesa di Gesù, alla cugina Elisabetta incinta di Giovanni Battista.


L’opera, una tavola dipinta ad olio tra il 1528 e il 1530 su commissione della famiglia Pinadori, è una delle più ammirevoli testimonianze del primo manierismo fiorentino.

I colori cangianti che variano in una alternanza di rossi, verdi e grigi e forme allungate.

Pontormo si concentra non sull’aspetto intimo dell’incontro ma mette in luce il senso di mistero che avvolge le due donne e l’atmosfera d’attesa per due imminenti nascite eccezionali.

CI ANDREMO TUTTI INSIEME il prima possibile.

Per Informazioni e Prenotazioni

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oppure 3664475991

Borgo San Jacopo, una via piena di storia

In considerazione dei nostri prossimi trekking urbani, vorremo proporvi di percorrere insieme a noi,  alcune vie dei quartieri fiorentini.

Una via che ci sta particolarmente a cuore per storia, curiosità e torri medievali ancora da ammirare è Borgo San Jacopo.

IL PERCORSO SARA’ ESEGUITO IN DATA DA DEFINIRE

Ci sono vie a Firenze che se potessero parlare potrebbero raccontare tutta la storia della città di Firenze.

Borgo San Jacopo è sicuramente una di queste.

Un’ antica via che ne ha viste di tutti i colori; dalle Torri Medievali alle mine tedesche allo smog nero di questi ultimi anni nulla è stato risparmiato a questo luogo.

In questa via si possono ammirare tra le più antiche torri di Firenze, venendo da Ponte Vecchio si incontra subito la famosa Torre de Rossi, restaurata nel dopo guerra per questo la sua facciata risulta assolutamente moderna. Qui troviamo anche la nicchia con la fontana del bacco del Giambologna, la statua originale, in bronzo  si trova adesso al museo del Bargello.

Fu sostituita nel 2006 con una copia fedelissima, perché realizzata con un calco fatto sull’originale, dalla Fonderia artistica Ferdinando Marinelli di Firenze.

Poco più avanti ed esattamente al numero 54 troviamo la bellissima Torre dei Barbadori che con la sua deliziosa piazzetta affacciata sull’Arno ci consente una vista incantevole su Ponte Vecchio.

Proprio davanti alla Torre dei Barbadori sorge la divertente e pittoresca Torre dei Belfredelli, una delle torri meglio conservate a Firenze, appartenne alla  famiglia guelfa di Belfredelli che dopo la Battaglia di Benevento ( 1266) rientrò trionfalmente a Firenze, in seguito alla sconfitta di Montaperti che li aveva visti cacciare. 

La torre è tra le più alte ancora in piedi in città, la si riconosce bene perché ha una fitta vegetazione di edera nella parte inferiore, sulla facciata si aprono varie finestre non allineate mentre l’ultimo piano con le ampie finestre è di costruzione più recente.

Ma poi troviamo ancora, appoggiata sul retro della torre dei Belfredelli, la Torre dei Ramaglianti.

Ma sicuramente, la torre più bella la troviamo poco più avanti al 17 è la Torre dei Marsili, decorata con un bassorilievo robbiamo sul portale che fu aggiunto solo nell’800 dall’Orafo Giuseppe Sorbi che qui aveva la il suo laboratorio.

Poi possiamo ammirare la Torre degli Angiolieri accanto alla quale c’è la Chiesa di San Jacopo Soprano.

Ma è sullo sfondo, all’angolo con via dello Sprone che troviamo un’altra opera. Chissà per quante volte l’abbiamo incrociata con lo sguardo ma non l’abbiamo mai degnata di giusta considerazione!

E’ la Fontana dello Sprone che Bernardo Buontalenti realizza alla fine del XVI secolo. La fontana è una delle fontane pubbliche più antiche e più belle dell’ Oltrarno.

Con sprone si indica una cantonata formata da due strade che si intersecano ad angolo acuto, per cui l’edificio che vi è compreso ha una forma a base trapezoidale: ve ne sono parecchi a Firenze. 

Si pensa che Buontalenti, che risiedeva poco distante da questo luogo, in via Maggio, realizzasse questa fontana  per abbellire la zona della città per il passaggio del corteo nunziale di Cosimo II de Medici con Maria Maddalena d’Austria, occasione questa che vide la messa in posa delle statue del ponte a Santa Trinita.

Ed infine vogliamo parlarvi di una curiosità, la famosa Madonna della Puzza

La Madonna l’abbiamo vista dipinta e scolpita in innumerevoli modi. Col bambino e con l’Arcangelo, in una capanna e su un trono, disperata e felice. Ma avete mai visto una Madonna che si tappa il naso? Immagino di no, ma basta andare in Borgo San Jacopo per rimediare alla mancanza.

La Madonna che vedrete, visibilmente schifata, è opera dello scultore Mario Mariotti, classe 1936. Sul finire degli anni ’80, il Mariotti si stufò di sentire sempre puzzo di pipì nel quartiere e decise di fare qualcosa. Scolpì la cosiddetta Madonna del Puzzo e la piazzò all’angolo con Via Toscanella, in una nicchia della Torre dei Marsilisperando di dissuadere i maleducati in cerca di un bagno en plein air. 

L’opera fu molto apprezzata dai concittadini ma purtroppo non riuscì nello scopo. Anzi, quasi a farlo apposta, lì davanti furono piazzati anche i cassonetti dell’immondizia! Adesso la Madonna ha un motivo in più per tapparsi il naso.

Copia del Bacco di Giambologna nella nicchia della Torre de Rossi
Particolare di una precedente visita con i soci di Marginalia alla Torre de Rossi con buffet sulla terrazza in occasione degli auguri di Natale
Veduta della Torre de Rossi
Veduta della Torre de Barbadori
Veduta della Torre de Belfredelli
veduta della Torre Marsili
Particolare della Robbiana sulla facciata della Torre Marsili
Madonna della Puzza
Fontana dello Sprone

DATA DA DEFINIRE

L’Associazione Culturale Marginalia organizza un percorso di Trekking Urbano notturno nel quartiere

di Santa Croce a Firenze.

Ritrovo in piazza Santa Croce sotto la statua di Dante ore 21, 10

Itinerario semplice adatto a tutti, graditi amici a 4 zampe

consigliate scarpe comode

durata del percorso un’ora e 20 minuti

Tutti i partecipanti saranno microfonati per migliore ascolto.

Per ulteriori informazioni e prenotazioni scrivere o telefonare a:

visiteguidate@associazionemarginalia.org – 366 4475991 

Il quartiere di Santa Croce è un quartiere denso di storia e luoghi da non perdere. Come la grandiosa Basilica, che si affaccia sull’omonima piazza.

Iniziata nel 1295 su progetto di Arnolfo di Cambio. Raccoglie innumerevoli opere d’arte, tra cui i famosi affreschi di Giotto nelle cappelle Peruzzi e Bardi.

Tra gli altri monumenti e luoghi d’interesse del quartiere vanno segnalati: il Palazzo dell’Antella, un suggestivo edificio storico frutto di ripetuti ampliamenti susseguitisi nel corso del tempo; il Palazzo Cocchi-Serristori, un edifico di grande fascino con una elegante facciata, frutto di trasformazioni di diversi secoli e il Museo Horne

Si arriva alla Basilica attraverso Borgo Santa Croce, una strada situata fra via dè Benci e via Magliabechi.

La strada, che deve il suo nome alla vicina Basilica, era anticamente percorsa da un ramo dell’Arno che, con altri torrentelli, creava un’isola nella campagna fuori dalle mura, dove i francescani costruirono la loro prima chiesetta che sarebbe poi diventata il tempio dell’itale glorie.

In questa zona potremo ammirare ancora tracce dell’antico Teatro Romano costruito nel II secolo i cui suoi resti si trovano tra piazza dei Peruzzi, via dei Bentaccordi e via Torta.

Dirigendosi verso piazza Signoria si incontra la mole del Palazzo del Bargello, che ospita il Museo Nazionale dal 1859, un museo in gran parte dedicato alla scultura.