MUSEO OPIFICIO DELLE PIETRE DURE, visita guidata in notturna con Marginalia Associazione Culturale

NUOVA DATA DA STABILIRE

la visita sarà eseguita al raggiungimento minimo di 13 persone

RITROVO ore 20,50 davanti all’ingresso del Museo in via degli Alfani, 78 RICHIESTA MASSIMA PUNTUALITA’

Percorso Facile adatto a tutti

Durata della visita: un’ora e mezzo

QUOTA DI PARTECIPAZIONE:

COMPRESO BIGLIETTO INGRESSO, SERVIZIO GUIDA E NOLEGGIO RADIO € 16,00 a persona

DISABILI E LORO ACCOMPAGNATORI BIGLIETTO INGRESSO GRATUITO

GIOVANI FINO A 18 ANNI INGRESSO GRATUITO

GIOVANI DAI 18 ANNI COMOIUTI FINO AI 26 ANNI NON COMPIUTI BIGLIETTO INGRESSO 2 EURO

Queste categorie pagheranno solo il servizio guida e il noleggio radio con auricolari pari ad € 12,00 a persona

La visita sarà eseguita al raggiungimento minimo di 13 persone

PRENOTAZIONI OBBLIGATORIE

POCHI POSTI DISPONIBILI

INVIANDO UN WHATSAPP AL 366 4475991 

OPPURE INVIANDO UNA MAIL A: visiteguidate@associazionemarginalia.org 

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UN PO’ DI STORIA

Il Museo dell’Opificio delle Pietre Dure è diretta filiazione della manifattura artistica per la lavorazione delle pietre dure, che fu ufficialmente fondata nel 1588 da Ferdinando I de’ Medici.

La fisionomia del Museo è riflesso della vita e delle vicende della secolare attività produttiva.

Le creazioni più prestigiose, oggetto sovente di dono da parte dei granduchi fiorentini, sono conservate nelle regge e nei musei di tutta Europa, mentre nei laboratori di produzione erano rimaste opere incompiute, o recuperate da modifiche e smontaggi successivi, e quanto era sopravvissuto alle dispersioni ottocentesche, che ebbero termine nel 1882 con la musealizzazione della raccolta.

Questa, che comprende esemplari di grande suggestione e raffinatezza, è comunque sufficiente a delineare un percorso storico della manifattura che si snoda attraverso tre secoli. Resta inoltre una importante riserva di marmi antichi e di pietre dure in gran parte accumulate in epoca granducale per incentivare l’attività della manifattura.

Il Museo è stato ristrutturato, su progetto di Adolfo Natalini, nel 1995 e si articola in 10 sale espositive.

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