Il cavaliere nero

Percorso teatralizzato attraverso le strade della città dantesca

il percorso prende spunto dal libro della storica SILVIA DIACCIATI,

“IL BARONE Corso Donati nella Firenze di Dante” Sellerio Edizioni

…Ogni luogo, ogni epoca ha avuto i suoi protagonisti nel bene o nel male. Tra i tortuosi e spesso maleodoranti vicoli della Firenze di fine Duecento si muovevano uomini che superavano in fama e influenza loro concittadini oggi certamente più noti come Dante e Giotto. Personaggi in grado di condizionare concretamente la vita comunale, di condurre con coraggio e incoscienza la propria città alla vittoria contro nemici esterni, ma anche di farla precipitare in guerre fratricide…

Nell’anno del settimo centenario della morte di Dante, l’Associazione Culturale Marginalia vi invita a conoscere la Firenze del sommo poeta attraverso un affascinante percorso teatralizzato. Il tutto dedicato al vero protagonista della scena fiorentina di allora: Corso Donati, capo indiscusso dei Guelfi neri e causa dei molti guai in cui finì Dante.

Tra i tortuosi e spesso nauseabondi vicoli della Firenze di fine Duecento si muovevano uomini che superavano in fama e influenza loro concittadini. Oggi certamente più noti come Dante o Giotto. Personaggi in grado di condizionare concretamente la vita della città, di guidarla con coraggio e incoscienza alla vittoria contro nemici esterni. Ma anche di farla precipitare in terribili guerre fratricide. Capaci di colloquiare con papi e imperatori con la stessa facilità con cui discutevano coi propri pari e di suscitare ammirazione anche in rivali coi quali condividevano spesso un solo sentimento, un profondo e sconfinato odio. Uno di questi fu proprio Corso Donati.

Il Cavaliere nero fu feroce e senza scrupoli,

ma talvolta sono proprio gli individui più ambigui come lui a esercitare un fascino irresistibile. Cavalieri oscuri, anti-eroi, forze del male. E spesso accade che il male si presenti sotto forme seducenti. Corso Donati non fece eccezione: uomo bellissimo, cavaliere impavido e raffinato oratore. Egli fu uno dei protagonisti più irrequieti e spregiudicati che la storia fiorentina abbia mai conosciuto. Malvagio e spietato, fu animato da un desiderio di dominio più forte anche dell’amore per la patria. Cavaliere invincibile, guidò Firenze alla vittoria nella battaglia di Campaldino del 1289, battaglia alla quale prese parte anche Dante, ma poi trascinò la sua città nella violenza più cupa al probabile scopo di farsene signore. A Firenze era da tutti temuto e rispettato, ammirato e seguito da molti, odiato e maledetto da altrettanti. Per la sua superbia fu soprannominato il Barone.

Ancora a distanza di più di due secoli dai fatti di cui Corso Donati fu protagonista, Niccolò Machiavelli, dopo averne brevemente narrato le vicende e biasimato con rammarico i comportamenti, non poté tuttavia fare a meno di riconoscere la grandezza di quel fiorentino e di citarlo tra i concittadini di cui fosse degno lasciare memoria.

La vita e le imprese di questo tenebroso e irrefrenabile cavaliere,

che fu senza alcun dubbio il più famoso fiorentino dell’età di Dante, ci permetteranno di condurre un viaggio affascinante nella Firenze di quegli anni, che era allora la metropoli più tumultuosa del mondo conosciuto nonché la prima potenza economica dell’Occidente. Nel corso del percorso teatralizzato avremo così modo di parlare di vari aspetti della Firenze dell’epoca di Dante: dalla lotta di fazione alla giustizia, dalla politica alla vita quotidiana. Lo faremo percorrendo le vie del centro cittadino e soffermandoci nei luoghi che più furono legati alle vicende di Corso Donati.

Ci imbatteremo poi in numerosi personaggi,

più o meno famosi, la cui vita s’intrecciò con quella del Barone. Vieri de’ Cerchi e Guido Cavalcanti furono oggetto del suo disprezzo più profondo. In papa Bonifacio VIII trovò un preziosissimo alleato.

Le donne nella vita di Corso Donati, come accadeva di norma alle donne dell’aristocrazia, non furono altro che pedine da sacrificare al proprio personale interesse. Dante ha eternato nella Divina Commedia il caso di Piccarda, una delle sorelle di Corso, ma non molto diverso fu il trattamento che egli riservò all’altra sorella, Ravenna, per non parlare poi di ciò che accadde alle sue mogli.

La vita di questo cavaliere nero non sarà dunque che il punto di partenza per un percorso che, arricchito di intermezzi teatrali, ci aprirà un vero e proprio spaccato sulla Firenze all’epoca di Dante. Vi aspettiamo!

DATA DA DEFINIRE

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L’opera di copertina che qui proponiamo, è una delle tre opere realizzate da Paolo Uccello nel 1438 “La Battaglia di San Romano” raffigurante Niccolò da Tolentino nella battaglia, alla testa dei fiorentini. L’opera si trova alla National Gallery, Londra

Non avendo opere significativamente soddisfacenti relative al personaggio proposto per il nostro percorso, abbiamo preso in prestito l’opera del grande maestro per proporvi l’idea di un cavaliere.

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