Torino è una città ricca di sorprese. E’ sufficiente immergersi nella sua atmosfera per vivere esperienze molto diverse tra loro, che vanno dalla scoperta dei suoi palazzi e dei suoi numerosi musei, fino alla città contemporanea e del “piano di sotto”. Ovviamente senza dimenticare la degustazione di specialità enogastronomiche, come il cioccolato gianduia, lo zabaione, il bicerin e il vermouth.

Fu fondata dai Romani nel 9 a.C., col nome di Julia Augusta Taurinorum ed era una piccola colonia romana sulla via verso i passi alpini che conducevano in Gallia. Costruita alla confluenza dei fiumi Po e Dora Riparia, ha sempre assorbito la cultura e il gusto dei paesi transalpini e del nord d’Europa. Ancora oggi i turisti la chiamano “Piccola Parigi”.

 La sua storia è legata all’antico casato dei Savoia, la dinastia più longeva d’Italia, che ha portato all’unificazione del Paese nel 1861.

L’aspetto barocco del centro di Torino si deve agli ingrandimenti del XVII  e XVIII secolo, dopo il trasferimento della capitale del ducato di Savoia da Chambery a Torino per volere del duca Emanuele Filiberto. Il cuore del comando,  Palazzo Reale, è un edificio austero, ma con un interno ricco in decorazioni ed arredi. Durante la visita del Palazzo si accede all’Armeria, una delle più belle d’Europa , e alla restaurata Cappella della Sindone, capolavoro Secentesco dell’architetto modenese Guarino Guarini.

Al centro della piazza Castello il Palazzo Madama, con una magnifica facciata settecentesca di Filippo Juvara.

Come dice il nome, fu la dimora delle Madame Reali di Torino che avrete modo di “conoscere”  perché hanno lasciato un’impronta indelebile nelle strade e nei gusti torinesi. Per esempio,  la piazza San Carlo è stata costruita per volontà della prima Madama Reale, Cristina di Francia. Mentre la seconda Madama Reale, Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours, è diventata famosa per aver concesso la prima licenza di vendita al pubblico di cioccolato ad un certo Giò Battista Ari, nel lontano 1678.

Torino non è solo barocco, è anche quadrilatero romano, la sua parte più antica, con i suoi piccoli ristoranti simili ai bistrot francesi. C’è una bella architettura ottocentesca, in modo particolare la mole Antonelliana. Sede del Museo del Cinema.  I nomi delle vie e le lapidi sui palazzi  narrano la storia del Risorgimento e dei suoi personaggi: Cavour, Vittorio Emanuele II, Massimo d’Azeglio, Garibaldi, Mazzini. Concedersi un bicerin ( bevanda a base di crema di latte, caffè e cioccolata calda) seduti ad un tavolo di uno dei numerosi bar storici del centro. Tutto ciò permette di assaporare una strana atmosfera d’antan, come se il tempo si fosse fermato ai moti per l’indipendenza del 1820.

Un viaggio in questa città non può prescindere dalla visita ad uno dei musei più conosciuti al mondo. il Museo Egizio, secondo solo a quello del Cairo. Completamente riallestito nel 2015. Oltre ad un numero ineguagliabile di reperti ospita la tomba di Kha e Merit, l’unica tomba di civili trovata integra in Egitto.

Altri musei sono il Museo Nazionale del Cinema, quello dell’Automobile, la Galleria Sabauda , Palazzo Madama. Oppure altri meno conosciuti: museo di arti decorative Accorsi-Ometto, MAO- Museo d’Arte Orientale, GAM – Galleria d’Arte Moderna .

Tra i diversi aspetti della città c’è il “verde”.

Torino è la città più verde d’Italia con quasi 22mq di verde per abitante. Numerosi sono i suoi parchi cittadini, collinari e fluviali. Il più conosciuto è il parco del Valentino. Luogo preferito dagli studenti delle vicine facoltà per godere di un momento di relax o dai torinesi che vanno a praticare sport. Bicicletta, jogging, tennis, ma anche canottaggio. Lo spettacolo cambia a seconda delle stagioni. E’ bello vedere i turisti muniti di macchine foto e Torinesi a spasso per i viali.

Nel parco c’è il Castello del Valentino, risalente al 1620-1645, che fa parte di quella che viene chiamata “La Corona di Delizie”. Si tratta di un sistema di residenze di caccia e di piacere che formano una corona attorno alla gemma centrale, ovvero il Palazzo Reale. Sono tutte patrimonio dell’UNESCO e non vanno dimenticate la famosa Reggia di Venaria e la Palazzina di Caccia di Stupinigi.  Quest’ultima è il capolavoro di Filippo Juvara, insieme alla Basilica di Superga sulla collina torinese.

LA Venaria,

oltre alla Reggia, con i suoi numerosi ambienti, la Galleria Grande ed i giardini, è possibile visitare il parco della Mandria con Borgo Castello. Questa era l’abitazione dove viveva Vittorio Emanuele II con la moglie morganatica, Rosa Vercellana, detta “la Bela Rosin”.

Se molti pensano che questa città sia solo “fabbriche”, si dovranno ricredere, ma è certo che l’economia della città deve molto alla sua industria. La crisi però si è fatta sentire e molte aree industriali sono state abbandonate. Torino “non sta mai ferma”. E’ riuscita, grazie ad un nuovo piano regolatore, a riqualificare le aree più periferiche. Un tempo erano caratterizzate da edifici grigi e ciminiere fumanti. L’esempio più noto è la riqualificazione dello stabilimento FIAT – Lingotto, oggi sede di due hotel, un auditorium, un centro commerciale e la Pinacoteca Marella e Giovanni Agnelli.

Se lo sguardo si perde nella scoperta delle varie sfaccettature di Torino, sotto ai nostri piedi esiste una città del piano di sotto. Torino fa parte del circuito delle città sotterranee d’Italia. Oltre a rifugi antiaerei, “infernot” ( cantine scavate sotto ad altre cantine), cripte, ci sono le gallerie settecentesche della Cittadella. Un tempo si potevano percorrere ben 14 chilometri di gallerie a 7 e 14 metri sotto terra. Oggi il percorso è di circa 800 metri, ma sono diverse le tappe che si possono scoprire in questo camminare nel ventre di Torino.

Dal profondo alla sommità dei monti: a pochi chilometri da Torino, all’imbocco della Valle di Susa ,si erge sul monte Pirchirriano la Sacra di San Michele. Abbazia simbolo della regione Piemonte dal 1994, è un capolavoro medievale, suggestivo  luogo d’arte e di spiritualità, si dice abbia ispirato Umberto Eco nella stesura del suo romanzo “Il Nome della Rosa”.

DATA DA DEFINIRE

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