“Eleonora e l’invenzione  della corte fiorentina” Visita Guidata alla Mostra, con Marginalia.

Per celebrare i cinquecento anni dalla nascita della Duchessa è stata organizzata una mostra straordinaria a Palazzo Pitti, dedicata ad una delle donne più belle mai entrate in casa Medici. Colta, raffinata, imprenditrice, moglie e madre perfetta, ci sarà raccontata nel contesto storico in cui visse dall’esperto d’arte Marco Villani di Marginalia.

DOMENICA 19 FEBBRAIO ORE 16:15 TUTTO ESAURITO

RITROVO: ORE 16:00 presso la biglietteria di Palazzo Pitti

DURATA DEL PERCORSO: un’ora e trenta minuti

QUOTA DI PARTECIPAZIONE: compreso biglietto ingresso al Museo, servizio guida e noleggio radio per migliore ascolto: € ….

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Eleonora de Toledo

Ieratica come una dea, la Duchessa, nel dipinto che le farà il grande ritrattista di corte, “Bronzino” è raffigurata nello splendore dei suoi vent’anni, col suo bel volto di porcellana esaltato da raffinatissimi gioielli fra i quali spicca una magnifica collana di perle che fa da pendant con gli orecchini, mentre i capelli di colore castano sono raccolti dentro una reticella, secondo la moda spagnola del tempo.

Indossa un sontuoso abito di broccato col disegno di turgide melagrane dorate, simbolo d’energia vitale, abbondanza e fertilità.

Fedele al motto latino voluto per lei dal marito, “Cum pudore laeta fecunditas” (“Gioiosa è la fecondità, se abbinata alla modestia”), la Signora in questione mise infatti al mondo una nidiata di undici figli, dei quali nello stesso dipinto ci presenta orgogliosa il quartogenito, il futuro Cardinal Giovanni, così chiamato in onore del primo Papa di famiglia.

In un’opera dal forte significato dinastico,

Agnolo Bronzino nel 1545 così raffigurò Eleonora da Toledo, moglie del Duca di Firenze Cosimo I, che lui stesso aveva ritratto un paio d’anni prima con indosso la sua armatura più bella e fiammante.

Per rinsaldare i già stretti vincoli familiari e politici che lo legavano all’imperatore Carlo V, Cosimo aveva cercato moglie in campo spagnolo individuandola proprio nella diciassettenne napoletana Eleonora, nata in Spagna nel 1522 e secondogenita del Viceré di Napoli don Pedro Alvarez da Toledo, raffinatissimo “hidalgo” ( titolo riservato a nobili di altissimo rango) che in Italia rappresentava il più fedele funzionario su cui l’Asburgo potesse contare.

Impaziente di raggiungere il coniuge col quale s’era unita in matrimonio per procura a Napoli il 29 marzo del 1539 e del quale aveva sentito a più riprese tessere le lodi per la sua virile bellezza e i modi da gentiluomo, Eleonora, accompagnata da una schiera di dame di compagnia e cavalieri spagnoli, oltre che da un bagaglio principesco, sbarcò nel porto di Livorno il 22 giugno seguente, dopo un viaggio per mare durato dieci giorni.

L’indomani, quando s’incontrarono per la prima volta, fra i due giovani sposi scoccò la scintilla dell’amore a prima vista.

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