Viaggio in Terra di Tuscia alla scoperta dei luoghi degli Etruschi e del profumo di lavanda

DATA DA DEFINIRE – Primavera- Estate 2021

La terra di Tuscia è un luogo di infinite sorprese.

Ad ovest di Viterbo sorge una splendida cittadina: TUSCANIA, ovvero l’antica TOSCANELLA.

La sua posizione geografica le ha garantito uno sviluppo socio economico fin dal passato, strettamente legato all’antica civiltà degli Etruschi.

La vicinanza con TARQUINIA e VULCI ha contribuito garantito al suo fiorente progresso.

Tuscania nei secoli ha saputo mantenere una fisionomia urbanistica arrivata a noi quasi intatta nonostante il terremoto del febbraio 1971.

Tra le sue principali attrazioni troviamo due poli: COLLE SAN PIETRO e SANTA MARIA MAGGIORE, due chiese in stile romanico uniche nel loro genere.

TUSCANIA si fa amare sin dal primo istante per il paesaggio, per le sue opere artistiche e per un museo etrusco degno di rispetto  (dove sono custodite opere provenienti dai dintorni), che ne sottolineano l’importanza.

La bellezza di Tuscania è scandita anche delle tante fontane che si possono incontrare lungo il percorso cittadino.

Inoltre Tuscania da qualche anno a questa parte, durante il mese di giungo/luglio, si trasforma in una piccola Provenza grazie a tutte quelle iniziative legate alla coltivazione della lavanda.

Due aziende in particolare, ‘La Piantata’ e ‘L’Abbazia di San Giusto’ sono divenute ormai famose per la coltivazione di questa profumata essenza.

La Piantata è nota oltre che per la coltivazione della lavanda, per la casa sull’albero, una vera e propria attrattiva dove è possibile, prenotando con largo anticipo, soggiornare per un weekend.

L’abbazia di San Giusto merita un discorso a parte in quanto realtà unica nel suo genere.  

Si tratta infatti di una vera e propria abbazia cistercense che sorge nei pressi della valle del fiume Marta a 6 km da Tuscania, passando per il complesso archeologico della ‘Tomba della Regina’.

Un tempo fiorente è in seguito caduta in declino, nella seconda metà del ‘400.

Dopo un lungo periodo di abbandono, circa 20 anni fa, un ingegnere di Bologna ha avuto la brillante idea di prenderne in mano le sorti recuperando l’intero complesso abbaziale trasformando gli annessi in uno splendido B&B e ricostruendo l’intera abbazia, naturalmente coltivando il loco la lavanda.

Entrambe queste due realtà coltivano lavanda e producono e commercializzano prodotti a base di questa essenza preziosa.

A pochi chilometri da Tuscania è possibile raggiungere Tarquinia, città etrusca per eccellenza, e Vulci.

Quest’ultima, grazie agli innumerevoli ritrovamenti, è oggi definita, non a torto, un’antica Pompei.

Tarquinia (da Tarconte, divinità etrusca)

Fu uno dei più importanti centri etruschi che diede a Roma una dinastia di re: Tarquinio Prisco, Servio Tullio  e Tarquinio Il Superbo.

Quello di Tarquinia fu uno dei porti principali dell’Etruria in collegamento con tutto il Mediterraneo.

L’antica città etrusca di Tarquinia sorgeva in un’area più distante dell’attuale.

Quest’ultima incomincio a prendere forma dopo le invasioni germaniche e tra l’undicesimo e il dodicesimo secolo si sviluppò un centro ricco e fiorente: Corneto.

La ciià di Corneto fù in perenne conflitto con Viterbo, Roma e lo Stato della Chiesa essendo un luogo strategico grazie al porto.

Assoggettata dallo Stato della Chiesa, dal 1435 fu sede vescovile con il cardinal Vitelleschi che fece edificare tra il 1436 e il 1490 uno splendido edificio oggi Museo Nazionale Etrusco.

Tarquinia, nota per una delle più importanti necropoli etrusche (Necropoli di Monterozzi) con un gran numero di tombe a tumulo con camere scavate nella roccia e dipinte ad affresco, è dal 2011 patrimonio dell’Umanità e dell’UNESCO.

Andando verso la costa è possibile ammirare la flora e la fauna custodite nella riserva naturale delle Saline di Tarquinia.

Tarquinia è inoltre la città che diede i natali al poeta Vincenzo Cardarelli.

Parco archeologico di Vulci

Vulci fù un’antica città etrusca, tra le più importanti che sorgeva su un pianoro lambito dal fiume Fiora, a 10 km dalla costa tirrenica.

Notevoli sono i trovamenti dell’Età del Bronzo e del Ferro e le tombe a pozzo e a fossa.

Deve la sua ricchezza alle colline matallifere, ai commerci con la Sardegna e alla lavorazione della pietra e della ceramica.

Il suo declino iniziò a partire dall’ottavo secolo. Il castello che sorge vicino al Ponte del Diavolo oggi custodisce una notevole collezione di reperti

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TARQUINIA… I Cavalli alati , IV SECOLO A. C. Riportati alla luce da Pietro Romanelli nel 1938 , durante gli scavi del tempio dell’ara della Regina , un capolavoro della coroplastica Etrusca , erano aggiogati ad una Biga… Della Quale sfortunatamente se ne sono perse le tracce , alta un metro e 15… Larga un metro e 25 , è una delle più importanti opere di arte Etrusca

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