La Stazione di Santa Maria Novella e la Palazzina Reale di Firenze

Storie, curiosità, segreti e appassionanti racconti per un affascinante percorso

all’interno  della Stazione di Santa Maria Novella, progettata da Michelucci, e la Palazzina Reale.

con Apericena finale al Caffè Reale alle ore 19,30 nella palazzina reale, adiacente alla stazione , ingresso dal binario 16

 

sabato 20 gennaio ore 16,40

Ritrovo davanti alla libreria Feltrinelli all’interno della Stazione ore 16,40

La visita sarà condotta da un architetto e due storici dell’arte.

Ammireremo la  statua “l’Arno e la sua valle” di Italo Griselli” parlando di questo artista degli inizi del secolo scorso. Da qui inizieremo un viaggio davvero affascinante,

parleremo dell’ architettura, delle grandi foto in bianco e nero all’interno della stazione, dei quadri di Ottone Rosai ancora presenti in alcuni locali della stazione

del progetto di Michelucci e del suo gruppo di lavoro della Palazzina reale dove il re sostava prima di partire coni treno e di tanto altro.

Quota di partecipazione  € 12,00

Buffet al caffè reale € 15,00 a persona

 

 

informazioni e iscrizioni

visiteguidate@associazionemarginalia.org iniziative@associazionemarginalia.org

tel 366 4475991329 3075760

   

   

Un po’ di storia

La Stazione di Santa Maria Novella oltre che un capolavoro dell’architettura razionalista, fu un grande contenitore di arte, arredi  e soluzioni di moderno design.  Furono studiati e realizzati sotto la supervisione degli architetti del  Gruppo Toscano. Ancora oggi rappresentano un fronte di grande libertà ed innovazione. L’analisi delle opere d’arte inizia dall’esterno, dalla fontana della Palazzina Reale che ospita la “L’Arno e la sua valle” di Italo Griselli, le due figure che richiamano l’arte etrusca a loro il compito di dare il benvenuto alla carrozza che avrebbe percorso il cortile a ellisse fino all’entrata nel vestibolo. E’ qui che gli scultori, Mannucci e Moschi, useranno il bassorilievo per rappresentare i fasti canonici dell’arte fiorentina, l’uno nella rappresentazione della costruzione della cupola, l’altro in un opera che trae ispirazione da un dipinto di Casa Buonarroti.

E’ un Novecento aperto che darà luogo a soluzioni innovative e geniali.

 

 

 

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