LABORATORI DI RESTAURO DELL’OPIFICIO alla Fortezza da Basso, Visita guidata organizzata dall’Associazione Culturale Marginalia

Apertura straordinaria per il solo nostro gruppo

SABATO 25 FEBBRAIO ORE 11,30

RITROVO ore 11,20 davanti all’ingresso della Fortezza da Viale Strozzi

Vedi foto:

PER ARRIVARE: si può lasciare la macchina al parcheggio dietro le mura, oppure x chi viene in treno può comodamente venie a Piedi dalla stazione sono 15 minuti andando piano, oppure per chi vuole, sempre dalla stazione di S.Maria Novella può prendere la Tranvia che va verso l’Aeroporto scende quasi davanti. Biglietto un euro e cinquanta ci sono le macchinette davanti ad ogni fermata.

LA QUOTA DI PARTECIPAZIONE E’ DI EURO 26,00 A PERSONA, 29,00 per i non soci

La quota di partecipazione comprende:

apertura straordinaria per il solo nostro gruppo del laboratorio di restauro alla Fortezza Da basso, servizio guida, radio con auricolari per miglior ascolto

POCHISSIMI POSTI DISPONIBILI

PERCORSO FACILE adatto a tutti

DURATA DEL PERCORSO: un’ora e trenta

PRENOTAZIONI OBBLIGATORIE SCRIVENDO AI NOSTRI CONTATTI:

Whatsapp 3664475991 -visite guidate@associazionemarginalia.org

Un’occasione unica per visitare uno dei laboratori più belli, facenti parte l’Opificio di Pietre dure, ma che si occupa di restauri lignei, cioè i grandi dipinti u tavole di legno, le pale d’altare, e tanto altro.

Emozionanti sono gli ambienti della fortezza che solo in questa occasione si potranno visitare

Un’Occasione da non perdere VI ASPETTIAMO, magari più tardi, per chi vuole potremo pranzare tutti insieme in un posto caratteristico della città.

VISITA IL NOSTRO SITO PER CONOSCERE TUTTE LE NOSTRE ATTIVITA’: https://www.associazionemarginalia.org/

Un po’ di storia dei laboratori di Restauro

L’antico Opificio fu fondato da Ferdinando I de’ Medici, come manifattura artistica specializzata nella lavorazione delle pietre dure, e operava nella “Galleria dei lavori” ubicata agli Uffizi. La manifattura continuò la sua attività anche sotto la dinastia lorenese, impegnandosi fino alla fine del XIX secolo nella decorazione della Cappella dei Principi in San Lorenzo e anche nella creazione di prestigiosi oggetti artistici in pietre dure destinati ad arredare le dimore granducali o essere donati ai Grandi di tutta Europa. Con la nascita del Regno d’Italia e la fine del Granducato di Toscana, venne a mancare il principale committente dell’Opificio, che rischiò così la chiusura. Grazie all’allora direttore, Edoardo Marchionni, l’Istituto allargò l’attività anche al settore del restauro.

Il moderno Opificio svolge la sua attività in tre settori principali: la conservazione propriamente detta, tramite gli undici Settori specialistici di restauro; la ricerca, sia pura sia soprattutto applicata ai casi in corso di restauro, organizzata intorno al Laboratorio scientifico; la didattica tramite la Scuola di Alta Formazione e di Studio, una delle tre Scuole di restauro ufficiali dello Stato. 

La sua attività si svolge oltre che nelle tre sedi (sede storica via degli Alfani, sede della Fortezza da Basso, sede alla sala detta “delle bandiere” in Palazzo Vecchio), anche all’esterno, sia in forma di cantieri operativi sia di consulenze tecnico-scientifiche, applicandosi, su richiesta, a tutti i beni di interesse storico-artistico sottoposti alla tutela pubblica.

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