BEATO ANGELICO, visite guidate con Marginalia
BEATO ANGELICO, visite guidate con Marginalia NON ABBIAMO PIU’ NESSUNA DISPONIBILITA’
Tutte le date e le informazioni per le visite guidate con Marginalia alla Mostra in Palazzo Strozzi da OTTOBRE 2025 GENNAIO 2026
DOMENICA 12 OTTOBRE ORE 18:00 TUTTO ESAURITO
02 NOVEMBRE DOMENICA ORE 16:30 TUTTO ESAURITO
DOMENICA 16 NOVEMBRE ORE 17:30 TUTTO ESAURITO
MERCOLEDI 26 NOVEMBRE ORE 17:30 TUTTO ESAURITO
SABATO 6 DICEMBRE ORE 17:30 TUTTO ESAURITO
LUNEDI 22 DICEMBRE ORE 17:00 TUTTO ESAURITO
MARTEDI 6 GENNAIO 2026 TUTTO ESAURITO
STIAMO CERCANDO ALTRE DATE VI TERREMO INFORMATI
QUOTA DI PARTECIPAZIONE € 25,00 a persona da pagare anticipatamente prima della visita con bonifico bancario, perchè per i gruppi il Museo richiede l’acquisto anticipato dei biglietti con il saldo anche dei diritti di prenotazione.
Per chi aderirà invieremo i dati bancari.
la Quota comprende: Biglietto ingresso alla mostra, diritti di prenotazione, noleggio radio con auricolari e servizio guida.
Durata della visita: un’ora e trenta minuti ca
Percorso facile adatto a tutti. Per salire ai piani dell’esposizione sono utilizzabili anche gli ascensori.
POSTI LIMITATI
PRENOTAZIONI OBBLIGATORIE
SCRIVENDO UN WHATSAPP AL 366 4475991
OPPURE UNA MAIL A: visiteguidate@associazionemarginalia.org
POSTI LIMITATI
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BEATO ANGELICO
Passato alla storia dell’arte come Beato Angelico, rientrò in Toscana, nominato priore del Convento di San Domenico a Fiesole (Firenze). All’epoca, (1450- 1452) fra Giovanni, questo il suo nome da religioso, era già un artista affermato. Eppure, anche in virtù della veste che indossava, continuò a contraddistinguersi per la sua indole pacata e modesta. Fu in quel momento che la grande esperienza maturata, unita a un talento ormai affinatosi negli anni, sfociò nella realizzazione
dell’Armadio degli Argenti (ora al Museo di San Marco)
per la Santissima Annunziata, il principale santuario mariano di Firenze; un’opera «che fece fare Piero di Cosimo de’ Medici» ci informa Giorgio Vasari, e che è considerata alla stregua della «summa artistica e religiosa» di Angelico in un ciclo pittorico in miniatura poiché, come sottolinea Angelo Tartuferi, direttore del Museo di San Marco, «ripropone in maniera sempre nuova, non solo le composizioni e le ambientazioni architettoniche e paesaggistiche sperimentate nel corso della sua quarantennale operosità, ma anche i tratti stilistici, disegnativi e coloristici, nel contesto di una qualità esecutiva di livello sublime».
A definire fra Giovanni da Fiesole angelicus pictor
fu il suo confratello Domenico Corella. Ma occorrerà aspettare fino al 1982 perché papa Giovanni Paolo II lo beatifichi, due anni prima che Beato Angelico diventi il «patrono degli artisti».
Chi era fra Giovanni da Fiesole? Il suo vero nome era Guido, figlio di Pietro. Nacque a Vicchio nel Mugello (Firenze) alla fine del Trecento. Di lui abbiamo notizie solo verso il 1417 quando operò come «dipintore» nella Compagnia di San Niccolò del Carmine. Successivamente entrò nell’ordine domenicano. Il dibattito è ancora aperto su chi abbia influenzato maggiormente Beato Angelico nella sua formazione artistica. «Una parte della critica – precisa Tartuferi, che è anche co-curatore della mostra allestita a Milano – è incline a indicare in un altro grande frate-pittore di quel tempo, il camaldolese don Lorenzo Monaco, il maestro del giovane Guido di Pietro, prima dell’ingresso nell’ordine domenicano con il nome di fra Giovanni. Ma tale ipotesi non è suffragata da alcun dato certo». Comunque entrambi furono anche miniaturisti.





