Museo Bardini di Firenze, Visita guidata con l’Associazione Culturale Marginalia 

NUOVA DATA DA STABILIRE

Ingresso ORE 15,30

da via dei Renai, 37  angolo Piazza dei Mozzi

QUOTA DI PARTECIPAZIONE: € 15,00 a persona (prevista per chi produce tessera socio coop)

per tutti gli altri € 18,00

comprende biglietto ingresso prenotazione e noleggio radio con auricolari

Gratuità PREVISTE :

Per Giovani fino a 18 anni; guide turistiche, disabili e rispettivi accompagnatori; membri ICOM, ICOMOS e ICCROM.

PRENOTAZIONI E ULTERIORI INFORMAZIONI scrivendo a:

WHATSAPP: 366 4475991 

visiteguidate@associazionemarginalia.org

 

Considerato uno dei Musei minori fiorentini,

prende il nome dal suo ideatore Stefano Bardini (1836-1922), il più autorevole antiquario italiano, che dopo anni di intensa attività commerciale, decise di trasformare la propria collezione in museo e di donarla al Comune di Firenze. Il palazzo, sede del museo, acquistato e ristrutturato dallo stesso Bardini nel 1881 per svolgere la propria attività di antiquario. Con alcune modifiche strutturali e con l’impiego di pezzi autentici, quali timpani, portali e scale, Bardini trasformerà il vecchio edificio, un tempo chiesa e convento di San Gregorio della Pace, in un suggestivo palazzo neo rinascimentale, adatto ad ospitare oltre alla galleria di esposizione, una serie di laboratori, da cui le opere d’arte uscivano restaurate e pronte per essere vendute.

L’antiquario Bardini contribuì a diffondere in tutto il mondo

il mito del Rinascimento italiano mostrando un grande interesse non solo per i grandi capolavori ma anche per tutte le forme di arte applicata. Ancora oggi costituiscono uno dei motivi di maggior fascino delle collezioni. Bardini avrà come clienti i più prestigiosi collezionisti di tutto il mondo ed alcune soluzioni museo grafiche da lui adottate furono largamente imitate. Lo splendido blu degli interni è stato ripreso dai coniugi Jacquemart Andrè da Isabella Stewart Gardner a Boston.

Nel 1922 il Comune di Firenze entrò in possesso di un cospicuo patrimonio, del quale riconobbe l’importanza e l’alto valore artistico, senza però condividere la sistemazione che alle opere era stata data dall’antiquario. Nel 1925 il Museo Bardini diventò Museo civico, e alle opere acquistate da Bardini si aggiunsero pezzi provenienti dalle collezioni comunali.

Il Museo Stefano Bardini costituisce una straordinaria documentazione del collezionismo, dell’antiquariato e dell’artigianato artistico tra Otto e Novecento.

 

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