L’Associazione Culturale Marginalia organizza per

DOMENCA 17 Gennaio 2016

una visita guidata al Museo Bardini di Firenze

un’occasione da non perdere

Ingresso da via dei Renai, 37  angolo Piazza dei Mozzi

 

quota di partecipazione € 19,00 a persona

per i soci € 12,00 a persona

riduzioni o gratuità del biglietto d’ingresso secondo le normative vigenti

 

la quota di partecipazione è comprensiva del biglietto d’ingresso

diritti di prenotazione

servizio guida

auricolari per migliore ascolto

Prenotazioni e ulteriori informazioni  alle seguenti mail:

visiteguidate@associazionemarginalia.org

iniziative@associazionemarginalia.org

info@associazionemarginalia.org

 

Considerato uno dei Musei minori fiorentini, il Museo prende il nome dal suo ideatore Stefano Bardini (1836-1922), il più autorevole antiquario italiano, che dopo anni di intensa attività commerciale, decise di trasformare la propria collezione in museo e di donarla al Comune di Firenze. Il palazzo, sede del museo, fu acquistato e ristrutturato dallo stesso Bardini nel 1881 per svolgere la propria attività antiquariale. Con alcune modifiche strutturali e con l’impiego di pezzi autentici, quali timpani, portali e scale, l’antiquario Bardini trasformò il vecchio edificio, un tempo chiesa e convento di San Gregorio della Pace, in un suggestivo palazzo neorinascimentale, adatto ad ospitare oltre alla galleria di esposizione, una serie di laboratori, da cui le opere d’arte uscivano restaurate e pronte per essere vendute.

L’antiquario contribuì a diffondere in tutto il mondo il mito del Rinascimento italiano e mostrò un grande interesse non solo per i grandi capolavori ma anche per tutte le forme di arte applicata, che ancora oggi costituiscono uno dei motivi di maggior fascino delle collezioni. Bardini ebbe come clienti i più prestigiosi collezionisti di tutto il mondo ed alcune soluzioni museografiche da lui adottate furono largamente imitate. Lo splendido blu degli interni fu ripreso dai coniugi Jacquemart Andrè da Isabella Stewart Gardner a Boston.

Nel 1922 il Comune di Firenze entrò in possesso di un cospicuo patrimonio, del quale riconobbe l’importanza e l’alto valore artistico, senza però condividere la sistemazione che alle opere era stata data dall’antiquario. Nel 1925 il Museo Bardini diventò Museo civico, e alle opere acquistate da Bardini si aggiunsero pezzi provenienti dalle collezioni comunali.

Il Museo Stefano Bardini costituisce una straordinaria documentazione del collezionismo, dell’antiquariato e dell’artigianato artistico tra Otto e Novecento.

 

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