UFFIZI d’inverno, un museo unico al mondo
di Martedi e Giovedi ma anche di mercoledi e venerdi

Tutte le date

GIOVEDI 11 FEBBRAIO ORE 16

MARTEDI 16 FEBBRAIO ORE 16

GIOVEDI 18 FEBBRAIO ORE 16

MARTEDI 23 FEBBRAIO ORE 16

MERCOLEDI 24 ORE 16

GIOVEDI 25 FEBBRAIO ore 16

VENERDI 26 ORE 16

Biglietto ingresso ancora fino al 29 febbraio tariffa di bassa stagione
€ 12,00 a persona
€ 13,00 quota per servizio guida compreso noleggio radio e auricolari

Ragazzi fino a 18 anni gratuito – ragazzi dai 19 ai 25 anni solo due euro per l’ingresso https://www.uffizi.it/biglietti
SERVIZIO GUIDA DA CONCORDARE SECONDO IL GRUPPO

INGRESSO CONSENTITO fino ad un massimo di 10 persone più la guida

PRENOTAZIONI OBBLIGATORIE scrivendo un whatsapp al 3664475991 oppure scrivendo una mail a visiteguidate@associazionemarginalia.org

NECESSARIO L’ UTILIZZO DELLA MASCHERINA


Nei freddi pomeriggi d’inverno, i musei vivono una splendida solitudine.
In questo ultimo periodo più che mai.
Le sale vuote, nessuna pressione di fronte ad opere d’arte che in tempi non sospetti sembravano nascondersi o addirittura scomparire dietro siepi di gruppi di visitatori.
Questo accade nel museo e da qui nasce l’idea, approfittare del momento: almeno due volte alla settimana, il giovedì e il venerdi pomeriggio, proponiamo una visita agli Uffizi. Saliamo al secondo piano, in questi corridoi, nelle sere invernali, filtra una luce che al tramonto si fa più calda, impreziosendo la bellezza dell’allestimento, ed esaltando le vedute dell’Arno, dei ponti della città, e della Cupola del Duomo. Tra un passaggio e l’altro nei corridoi, che da soli meriterebbero l’impegno di un viaggio a Firenze, procediamo tranquillamente nelle sale dove sono esposti i dipinti che raccontano la storia dell’arte italiana: le tavole di Giotto, Gentile da Fabriano, Filippo Lippi e Piero della Francesca. E quindi, ovviamente, Botticelli, Leonardo, Michelangelo (con il Tondo Doni che domina una sala) e Raffaello.
Potremo anche affacciarci sul grande terrazzo accanto alla caffetteria.

VI ASPETTIAMO, per riappropriarci dei nostri luoghi dell’arte, dove ad accoglierci ci saranno secoli di storia fatta da donne e uomini del nostro passato e che sono li per essere ammirati nelle opere che di loro ci parlano e per raccontarci le loro storie.

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