Reggia di Caserta e Pompei

Nel nostro viaggio tra i siti italiani dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco questa volta visiteremo la Reggia di Caserta e Pompei

 

 

Gita di due giorni, viaggio in pullman

Alloggeremo in Hotel con cena e prima colazione

Visiteremo i siti archeologici e saranno completamente guidati

compresi biglietti d’ingresso e diritti di prenotazione

Servizio accompagnatore

Tutti i partecipanti saranno muniti di auricolari per migliore ascolto

Quota di partecipazione € 245,00 a persona

minimo 25 partecipanti

Prenotazioni e ulteriori informazioni  alle seguenti mail:

visiteguidate@associazionemarginalia.org

iniziative@associazionemarginalia.org

Tel 366 4475991

Esiste un solo luogo al mondo dove è possibile rivivere la quotidianità dell’antica Roma: è Pompei, la città sepolta.

La Reggia di Caserta risale ai tempi di Carlo di Borbone re di Napoli e di Sicilia dal 1735 al 1759. Salito al trono, Carlo di Borbone si apprestò a riorganizzare il regno sia sotto il profilo militare-amministrativo sia sotto quello culturale a questo scopo volle realizzare una fastosa reggia che avesse l’eleganza e lo splendore della Reggia di Versailles, simbolo dell’ideale di vita grandiosa del Re Sole, Luigi XIV. La reggia doveva avere l’aspetto di un palazzo moderno che celebrasse i fasti dei Borbone, che elevasse il Regno di Napoli e di Sicilia allo stesso rango degli altri europei e che diventasse il centro amministrativo della nuova capitale del regno: Caserta.

La scoperta di Pompei è dovuta ad un contadino che, nel dissodare il suo terreno, nel 1748, si accorge che pochi metri lì sotto c’è tutto un mondo da portare alla luce. L’indicibile tragedia, per quanto immensa, ha tuttavia creato le condizioni affinché giungesse fino a noi, dopo 2000 anni, uno spaccato autentico ed inviolato della vita dell’epoca, dalle più semplici abitudini quotidiane delle persone all’organizzazione sociale, all’architettura e all’arte. Quello che oggi sappiamo della pittura romana fra il II secolo a.C. ed il 79 lo si è appreso proprio grazie agli scavi di Pompei ed Ercolano – se si eccettua qualche sporadica testimonianza a Roma – che ci hanno consentito di conoscere la pittura decorativa romana dalle pareti affrescate delle case. 

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