Galileo Chini e il Simbolismo Europeo’, in mostra a villa Bardini.

Visita guidata a cura di Marginalia

NUOVA DATA DA STABILIRE

Ritrovo ore 16,30 davanti all’ingresso di Villa Bardini ( da Costa a San Giorgio vicino al Forte Belvedere)

Ipartecipanti saranno microfonati per migliore ascolto. Per gli auricolari chi fosse in possesso dei propri del telefono con spinotto tondo può portare i suoi.

Durata del percorso un’ora e venti

Quota di Partecipazione € 17,00 a persona

La quota prevede il biglietto ingresso il servizio guida e il noleggio radio

PRENOTAZIONI OBBLIGATORIE per la mostra di Galileo Chini

scrivendo un Whatsapp o una mail:

3664475991 -viteguidate@associazionemarginalia.org

La mostra prende in esame i primi 20 anni della vita artistica di Chini. (dal 1895 al 1914 circa: dalla prima maturità fino alle soglie della Prima Guerra Mondiale). Improntati dall’appassionata adesione al clima del Simbolismo internazionale e delle istanze moderniste dell’Art nouveau, che lo resero fra i maggiori artisti italiani dell’epoca e tra i più conosciuti all’estero. Ammirato anche da artisti d’avanguardia che avrebbero rivoluzionato l’arte italiana, come Umberto Boccioni. Chini incarnava un’ideale di modernità nell’Europa di quel periodo, e partecipò con grande successo alle maggiori esposizioni internazionali (Torino, Parigi, Monaco, Bruxelles, San Pietroburgo, St. Louis).

Fra le opere esposte alcuni capolavori come i vasi “preraffaelliti” della primissima fase, alcuni capolavori presenti all’Esposizione internazionale di Parigi del 1900, il vaso a lustro rosso con alberi del 1902, il grande cache-pot con camaleonti ecc.: pezzi da annoverarsi tra i capolavori della ceramica europea di quel periodo.

Sono esposti oltre 200 pezzi fra dipinti, disegni, illustrazioni e ceramiche, in un susseguirsi continuo di legami e parallelismi fra l’artista e l’arte internazionale che lo ispirò e che spesso a lui si è ispirata.
Sono presenti opere dell’ambiente artistico tra simbolismo francese e mitteleuropeo, tra preraffaellismo e secessioni, che vede intrecciare il percorso di Chini con quello di artisti come Auguste Rodin, Gustav Klimt e tanti altri

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