La Cappella Brancacci e la chiesa del Carmine

Domenica 24 settembre 

Percorso guidato dal nostro storico dell’arte

Ritrovo ore 16,15 davanti all’ingresso della Chiesa del Carmine a Firenze

 

Quota di partecipazione € 16,00 a persona comprensivo di:

prenotazione

biglietto ingresso

servizio guida

auricolari

 

La cappella Brancacci si trova nella chiesa del Carmine a Firenze.

Fu fatta realizzata da Pietro Brancacci, esponente di una delle famiglie più potenti della Firenze di allora. Fu un discendente di Pietro, a dare incarico a Masaccio e a Masolino da Panicale per affrescare questa cappella. Le storie furono tratte dalla vita di san Pietro. I lavori furono condotti dai due maestri fino al 1425, anno in cui Masolino partì per l’Ungheria. Masaccio lavorerà a questi affreschi, senza completarli, fino alla sua morte. I lavori furono poi completati, circa cinquant’anni dopo, da Filippino Lippi.

Nel frattempo la cappella subì alterne vicende, soprattutto nel XVIII secolo, quando venne demolita la volta a crociera. Di conseguenza furono demoliti alcuni affreschi di Masaccio, e quando, pochi anni dopo, un incendio annerì e danneggiò parzialmente gli affreschi superstiti.

La cappella è stata recentemente sottoposta ad un eccellente restauro

Un restauro sapiente che ha rimosso lo strato nerofumo di fuliggine delle candele. Rimossa anche la “pellicola” protettiva fatta di uovo e caseina, utilizzata nel XVIII secolo per ravvivare i colori, che avevano oramai annerito gli affreschi. Gli affreschi di conseguenza hanno un’eccezionale brillantezza e vivacità, che permettono di individuare chiaramente le differenze tra l’opera di Masolino e quella di Masaccio.

L’accurato restauro ha riportato alla luce le sinopie di due scene sulla parete dietro l’altare ed ha rivelato l’incomparabile maestria di Masaccio nella tecnica del chiaroscuro. e soprattutto. La sua raffigurazione di San Pietro che risana con l’ombra mostrava mendicanti e storpi con rivoluzionario realismo. Oggi i colori sono molto vividi e vivaci, tanto da sembrare quasi impossibile che siano stati dipinti oltre cinquecento anni fa.

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